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Fuori bilancio solo accordi «doc»

Operazioni con parti correlate e accordi fuori bilancio devono essere oggetto di particolare attenzione nella nota integrativa.
L’articolo 2427 n. 22-bis) del Codice civile impone di fornire, nella nota integrativa, le informazioni sulle operazioni con parti correlate, con riferimento a importo, natura del rapporto e ogni altra informazione necessaria per la comprensione del bilancio relativa a tali operazioni. L’obbligo di informativa riguarda le operazioni rilevanti e non concluse a normali condizioni di mercato. Le parti correlate sono un concetto più ampio di quello di “gruppo”, che rientra comunque nell’ambito delle stesse.
Per la definizione di parti correlate il legislatore (nazionale, ma anche comunitario) rimanda ai principi contabili internazionali adottati dalla Ue, ovvero allo Ias 24.
La relazione illustrativa alla norma di legge afferma che per «normali condizioni di mercato» non dovrebbero essere considerate solo quelle attinenti al “prezzo” dell’operazione e a elementi a esso connessi ma anche le motivazioni che hanno condotto alla decisione di porre in essere l’operazione e a concluderla con parti correlate, anziché con terzi.
Per esempio, una cessione con parti correlate, per la quale sussiste obbligo di informativa, è quella conclusa a prezzi di mercato ma a condizioni di pagamento che non riflettono le normali condizioni di mercato che di regola l’impresa sottoscrive con le altre controparti, non correlate, con cui intrattiene rapporti commerciali. L’informativa riguarda le operazioni effettuate nel periodo di imposta, anche se alla data del bilancio i rapporti con le parti correlate non sono più in essere.
Inoltre, l’articolo 2427 n. 22-ter) del Codice civile prevede che la nota integrativa deve contenere le informazioni relative ai cosiddetti “accordi fuori bilancio”. Si tratta di accordi, o altri atti, anche collegati tra loro, i cui effetti non risultano dallo stato patrimoniale ma che possono esporre la società a rischi o generare benefici significativi la cui conoscenza è utile per una valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico della società, nonché del gruppo di eventuale appartenenza. L’Appendice di aggiornamento al principio contabile Oic 12 (marzo 2010) elenca alcune tipologie di accordi, tratte dai “considerando” della direttiva 46/06 che ha imposto l’obbligo di informativa. La difficoltà è l’identificazione degli accordi che generalmente derivano da contratti: di conseguenza, per comprendere il contenuto degli accordi, devono essere visionati i contratti al fine di verificare le molteplici forme e ipotesi contrattuali.
Per esempio, con riferimento agli «accordi combinati di vendita e riacquisto», il documento dell’Oic rammenta che l’appendice 5 dell’Oic 12 si occupa delle operazioni di compravendita con obbligo di retrocessione di beni, che sono considerate «prestiti» e, pertanto, non si contabilizzano quali ricavi, quando sono prestabiliti date e importi del riacquisto. Si tratta delle cessioni regolamentate dagli articoli 2424-bis e 2425-bis del Codice civile. Tuttavia, nella prassi commerciale, esistono ulteriori e più complesse ipotesi di contratti di compravendita con obbligo di retrocessione più o meno esplicitato (per esempio, soltanto eventuale o subordinato a determinati accadimenti) il cui trattamento contabile non è direttamente trattato nel principio contabile ma che possono rientrare negli accordi fuori bilancio oggetto di informativa.
Con riferimento agli accordi relativi a leasing operativi, l’informativa è necessaria per conoscere i debiti in essere alla data del bilancio, che saranno pagati nei successivi esercizi: infatti, i debiti di cui al n. 22 della nota integrativa riguardano soltanto i leasing finanziari e non quelli operativi.

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