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Fuori Albo l’avvocato che iscrive più volte la stessa causa a ruolo

di Francesca Milano

Fuori dall'Albo l'avvocato che iscrive più volte la stessa causa al ruolo del giudice di pace per scegliere il più «vantaggioso».

A stabilirlo è la Cassazione, a Sezioni unite, che con la sentenza n. 16173 depositata ieri ha respinto il ricorso di un avvocato che era stato cancellato dall'Albo perché ritenuto colpevole di aver iscritto più volte – dal 1988 al 2003 – la stessa causa presso il giudice di pace di Roma. Con questa procedura la stessa causa veniva assegnata a giudici diversi, «con la conseguente possibilità di scegliere il giudice stesso».

Il professionista era riuscito a depositare oltre cento volte, a breve distanza di tempo, la stessa causa: per farlo depositava al registro generale gli atti di citazione corredati da mandati alle liti autenticati con nomi leggermente alterati rispetto a quelli originari.

Di fronte alle accuse del l'Ordine degli avvocati di Roma, il legale aveva ammesso gli addebiti spiegando di «aver agito a tutela degli interessi dei propri assistiti, evitando loro le valutazioni di giudici ritenuti meno benevoli di altri nel l'applicazione dei criteri di valutazione del danno». A queste motivazioni il collegio aveva risposto che «l'interesse del cliente deve essere perseguito con mezzi leciti».

Il Consiglio nazionale forense aveva respinto l'appello dell'avvocato, infliggendogli la sanzione disciplinare più severa: la cancellazione dall'Albo.

«Relativamente alla misura della sanzione irrogata, che è la più grave – sottolineano i giudici della Cassazione – può rilevarsi che la condotta posta in essere dall'incolpato è risultata particolarmente callida e tale da portare discredito alla Giustizia nel suo complesso, con sistematica violazione dei doveri di probità, lealtà e correttezza che dovrebbero informare di sè la professione forense».

Con la sentenza la Cassazione ha quindi confermato la cancellazione dall'Albo dell'avvocato.

 

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