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Funzioni pubblicistiche extra

Qualora un avvocato esplichi funzioni pubblicistiche, quale quella di componente della commissione giudicatrice di appalti, avrà diritto a un compenso per il quale non saranno applicabili le tariffe professionali forensi.

Lo hanno sottolineato i giudici della seconda sezione civile della Corte di cassazione con la sentenza n. 9659 dello scorso 11 maggio.

Con sentenza il tribunale rigettava l’opposizione proposta dalla Azienda unità sanitaria locale contro il decreto emesso dal tribunale medesimo su ricorso dell’avvocato Tizio, il quale, nominato dall’Azienda predetta componente della commissione giudicatrice di un appalto, aveva chiesto la liquidazione del compenso prestato in seno a detta commissione in base alle tariffe forensi e su parcella vistata dall’Ordine.

La Corte d’appello, con sentenza rigettava la domanda svolta con il ricorso monitorio dall’avvocato Tizio, condannando quest’ultimo a rifondere alla Ausl le spese del doppio grado di giudizio.

L’avvocato ha, quindi, proposto ricorso in Cassazione, asserendo che il rapporto si era instaurato secondo le regole normative per la formazione delle commissioni giudicatrici degli appalti concorso e tuttavia ne era rimasta esclusa l’applicabilità delle norme di riferimento per la determinazione dei compensi, non essendo il professionista tenuto ad assoggettarsi a tale determinazione, non avendola espressamente accettata, sicché il compenso avrebbe dovuto essere determinato secondo la tariffa forense.

Secondo i giudici di piazza Cavour le tariffe professionali degli avvocati sono applicabili «solo per quelle attività tecniche, o comunque collegate con prestazioni di carattere tecnico, che siano considerate nella tariffa, oggettivamente proprie della professione legale in quanto specificamente riferite alla consulenza o assistenza delle parti in affari giudiziari o extragiudiziari, e non possono essere, pertanto, applicate, solo perché rese da un professionista iscritto all’albo, alle prestazioni svolte nell’ambito di una commissione mista, i cui atti siano imputabili esclusivamente all’organo collegiale (Cass., sez. I, 13 dicembre 2013, n. 27919; Cass., sez. I, 10 febbraio 2014, n. 2966)».

Pertanto il compenso all’avvocato per la sua attività di componente della commissione giudicatrice dell’appalto concorso deve essere liquidato, non già applicando le tariffe professionali forensi, bensì secondo la misura stabilita dall’assessore regionale per i lavori pubblici, al quale spetta provvedere alla relativa determinazione.

Maria Domanico

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