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Fumata nera per il Montepaschi slitta il verdetto Consob sui bond

Ancora nulla di fatto per il Montepaschi. Dalla Consob non è ancora arrivato infatti il disco verde per la riapertura della conversione dei bond subordinati in azioni. Oggi la Commissione tornerà a riunirsi e dovrebbe analizzare nuova documentazione fornita dalla banca. Si vedrà se dall’esame conclusivo delle carte emergerà la possibilità di allentare i paletti imposti dalla Mifid, nell’ambito della vendita di prodotti rischiosi (come sono le azioni) e in conflitto di interessi. Secondo alcune ricostruzioni ci sarebbero pareri discordi all’interno della Commissione. Può darsi che il supplemento di elementi chiesti al Monte aiuti a sciogliere le perplessità.
Oggi si riunirà anche il consiglio Mps, pronto a scattare appena arriverà il responso dell’autorità di vigilanza. Se ci sarà l’ok, l’operazione di conversione potrebbe partire anche venerdì. Le banche d’affari, dal canto loro, sono pronte per l’altro pezzo dell’operazione, l’aumento di capitale vero e proprio, che a questo punto sarebbe rivolto solo agli investitori istituzionali, con un meccanismo analogo all’accelerated
bookbuilding,
una sorta di collocamento privato in cui si sondano in anteprima gli umori su prezzi e quantità che il mercato intende sottoscrivere e poi si aprono i libri delle prenotazioni, con l’obiettivo di chiudere in pochissimi giorni. Ma per muoversi, le banche aspetteranno comunque di registrare i primi umori provenienti dalla conversione dei bond. L’ultimo pezzo della ricapitalizzazione del Monte infine è quello degli anchor investor, ammesso che se ne trovino. L’alternativa, sempre più concreta, è che ci sia l’intervento dello Stato (con la conversione a quel punto obbligatoria dei bond subordinati). Se arriverà l’ok Consob ci sarà comunque il tentativo di portare avanti il primo passaggio della ricapitalizzazione da 5 miliardi, la conversione dei bond. Il successo dell’operazione parte da lì e vede necessariamente il coinvolgimento del retail, che quasi dieci anni fa sottoscrisse il famoso bond da 2 miliardi. Nella prima versione dell’aumento di capitale furono messi paletti molto alti alla possibilità per il retail di convertire, in questa fase i vincoli potrebbero essere allentati. Gli investitori istituzionali hanno già convertito bond per un miliardo; da questa seconda tornata dovrebbe arrivare un altro miliardo e mezzo, il resto lo metterebbero gli istituzionali. Sempre che la Consob dica sì.

Vittoria Puledda

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