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Fs, investimenti per 9 miliardi: pronti a sostenere la ripresa del Paese

Un dato racchiude la difficoltà del trasporto ferroviario nell’anno della pandemia. Nell’esercizio 2020 Trenitalia ha dovuto fare i conti prima con il lockdown e, poi, con l’obbligo, tuttora in vigore, di riempire non oltre il 50% i vagoni che effettuano servizio sull’alta velocità. Una condizione che si è tradotta in «una perdita di volumi di domanda registrata nell’anno pari al 67,9% nella lunga percorrenza a mercato». Un’emorragia di passeggeri con inevitabili effetti sul bilancio della capogruppo Ferrovie che, non a caso, archivia, l’esercizio con ricavi a quota 10,8 miliardi di euro, in calo del 12,8% rispetto al 2019, segnando una perdita di 562 milioni, a fronte dell’utile netto di 584 milioni registrato l’anno precedente. «La crisi pandemica ancora in corso sta rappresentando — spiega Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie — una forte discontinuità strategica e operativa e un’opportunità per abilitare un percorso di resilienza trasformativa che consenta al gruppo Fs Italiane e alle società che ne fanno parte di emergere più forti facendo leva sull’esperienza maturata a partire da marzo 2020».

L’obiettivo del numero uno di Ferrovie è traghettare il gruppo oltre la crisi, beneficiando dei 9 miliardi di investimenti effettuati nel corso del 2020. L’impegno finanziario sostenuto dal gruppo, del resto, è stato superiore del 5% rispetto al 2019, destinando oltre 7 miliardi a interventi in infrastrutture ferroviarie e autostradali, oltre che sostenendo le filiere produttive con anticipazioni finanziarie per circa 1 miliardo (un valore quasi tre volte superiore al 2019). Sono queste, come specificato da Battisti, le premesse per «identificare le azioni del 2021 per il rilancio, e delineare il ruolo che il Gruppo Fs potrà assumere per il sistema paese». L’attività di Ferrovie nei prossimi mesi è destinata a trovare una sponda nell’arrivo delle risorse del Recovery Plan, ragione che ha spinto Battisti a istituire una specifica task force per presidiare lo sviluppo dei progetti nel settore trasporti e infrastrutture. Nel frattempo l’approvazione della relazione finanziaria 2020 certifica l’archiviazione di un esercizio con margini che «in assenza di impatti da Covid, concentrati quindi nel settore trasporto passeggeri e, in misura inferiore, merci, avrebbero chiuso largamente in positivo, in continuità con gli ultimi anni». In particolare l’esercizio dello scorso anno, oltre alla flessione del fatturato, evidenzia un calo del 37% del margine operativo lordo (pari a 1,6 miliardi), mentre i ricavi da servizi di trasporto (pari a 5 miliardi) sono in diminuzione di 2,5 miliardi .

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