Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Frontiere aperte, ma non agli Usa

Le capitali europee hanno tempo fino a mezzogiorno per decidere sulla lista dei Paesi extra Ue ai quali aprire da domani i confini esterni. Nel mondo sono ormai 500 mila i morti a causa del coronavirus e oltre 10 milioni i contagi totali. In alcuni Paesi terzi l’emergenza non è ancora passata. La decisione è delicata per i timori di una seconda ondata della pandemia, ma il ritorno parziale alla normalità pre lockdown vuol dire anche far ripartire l’economia legata al turismo, che è in ginocchio in tutta Europa. Francia e Germania sono favorevoli all’elenco stilato venerdì scorso dagli ambasciatori Ue: si tratta di 14 Paesi terzi — non ne fanno parte gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e l’India per l’alto numero di contagi — più la Cina qualora rispetti il criterio di reciprocità, cioè elimini a sua volta la quarantena nei confronti dei cittadini europei. La Spagna, inizialmente scettica (preoccupata per l’apertura al Marocco), dovrebbe votare a favore. L’Italia scioglie oggi la sua riserva però presumibilmente sarà un sì. L’astensione vale voto contrario.

La lista è una raccomandazione che ha l’obiettivo di coordinare le azioni delle capitali ma non è vincolante: gli Stati membri hanno competenza esclusiva sui confini, però l’area Schengen prevede al suo interno la libera circolazione delle persone, di qui la necessità di un coordinamento. Si tratta quindi di un elenco di massima: un Paese può decidere anche di adottare misure più restrittive e di ridurre il numero di Paesi extra Ue a cui aprire i confini. Il contrario, invece, potrebbe fare riscattare all’interno dell’area Schengen la chiusura delle frontiere nei confronti del Paese Ue più permissivo. Perché la lista ottenga il via libera serve la maggioranza qualificata: il 55% degli Stati membri deve essere a favore e devono anche rappresentare almeno il 65% della popolazione totale dell’Unione. Su questo dossier non partecipano al processo decisionale l’Irlanda, che non fa parte di Schengen, e la Danimarca che gode di alcune esenzioni nel campo degli Affari interni dell’Ue. La presidenza croata di turno del Consiglio ieri ha lanciato la procedura scritta che termina a mezzogiorno. L’elenco prevede porte aperte ai visitatori provenienti da Marocco, Algeria, Tunisia, Serbia, Montenegro, Georgia, Canada, Uruguay, Thailandia, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Rwanda. Per la Cina c’è il nodo della reciprocità. La lista si basa su criteri di carattere sanitario ed epidemiologico (tra cui il numero di casi per 100 mila abitanti), incentrati sulla capacità dei Paesi di gestire e contenere la diffusione della malattia, compreso l’utilizzo dei test. Non solo una situazione epidemiologica simile o migliore di quella europea quindi, ma anche una risposta e una prevenzione ugualmente efficaci. L’elenco sarà aggiornato ogni due settimane. I viaggi non essenziali verso l’Unione europea sono vietati dalla metà di marzo. Lo stop scade oggi a mezzanotte e dunque gli Stati membri devono prendere una decisione. Le discussioni negli ultimi giorni sono state lunghe e complesse. Sono cadute progressivamente anche le barriere all’interno dell’Unione. La Gran Bretagna, nonostante la Brexit, viene ancora formalmente considerata parte dell’Ue per tutta la durata del periodo di transizione, che terminerà a fine anno.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha invitato alla cautela: «Nel mondo la situazione è molto complessa, dobbiamo mantenere un livello di grandissima precauzione», ha detto ieri a Non è un Paese per giovani su Radio2. E ha aggiunto che «oggi chi arriva da Paesi extra europei ed extra Schengen deve fare la quarantena per 14 giorni. Questa norma è già prevista nel nostro Dpcm ed è vigente, e penso che vada ancora conservata. Perché è vero che l’Europa e l’Italia stanno un po’ meglio ma a livello globale la situazione non va migliorando, lo vediamo in Usa, in America Latina». La decisione sulla lista viene presa in concerto dai ministeri della Salute, Esteri e Interno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il colosso cinese Huawei non compare nella lista dei fornitori ammessi alla gara indetta da Tim e pa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tutti sulla nuvola a caccia dell’oro del secolo: i dati. Come custodirli, in sicurezza. E scambiar...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio al 30 settembre del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione 2020-2022 e della sa...

Oggi sulla stampa