Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Frodi Ue, dati fiscali in aiuto

I dati dell’anagrafe tributaria per il contrasto alle frodi Ue. Il nucleo speciale della Guardia di finanza spesa pubblica e repressione frodi comunitarie potrà, infatti, avere accesso alle informazioni contenute nell’archivio rapporti finanziari tenuto dall’Agenzia delle entrate e utilizzare i dati di interesse per condurre le indagini su chi prova a frodare l’Ue.

Le indicazioni operative sono state diramate da una circolare della Guardia di finanza che ItaliaOggi è in grado di anticipare.

Nel documento, il comando generale guidato da Saverio Capolupo delimita il raggio di azione della particolare task force delle Fiamme gialle, il nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie.

Gli uomini di Capolupo potranno utilizzare i poteri attribuiti dalla normativa valutaria per analizzare i flussi di fondi che da Bruxelles arrivano sotto forma di finanziamenti.

I poteri della normativa valutaria, riconosciuti ora anche in questo settore, sono: la possibilità di interpellare gli intermediari bancari e finanziari per l’acquisizione della documentazione sul conto dei soggetti interessati; la richiesta di esibire la documentazione contabile o di altra natura e la possibilità di estrarne la copia; ricevere le dichiarazioni delle persone sottoposte a controllo e accedere presso gli esercizi pubblici e i locali aziendali per eseguire ispezioni, verifiche e ricerche; infine delegare ai reparti del corpo i compiti di vigilanza sui flussi di spesa.

Accanto a queste armi di indagine anche l’accesso ai dati contenuti nell’archivio rapporti finanziari, una finestra sulle informazioni relative ai rapporti intrattenuti e alle operazioni eseguite dai contribuenti con gli intermediari bancari e finanziari.

Il reparto speciale, dunque, con il potenziamento delle funzioni potrà, si legge nel documento, «ricorrere alle richiamate facoltà ispettive per tutte le attività operative di carattere amministrativo riguardanti qualunque tipologia di uscita dai bilanci pubblici».

Le nuove funzionalità sono da intendersi aggiuntive rispetto a quanto già riconosciuto all’operatività del nucleo speciale. Nella circolare della Gdf si legge infatti che: «Il ricorso all’archivio dei rapporti finanziari e ai poteri previsti dalla normativa valutaria nell’ambito di attività di controllo dei flussi di spesa pubblica, non impedisce l’utilizzo contestuale delle generali prerogative di polizia economico-finanziaria ordinariamente attribuite al personale del corpo».

In particolare l’accesso all’archivio dei rapporti finanziari costituisce facoltà esclusiva del nucleo speciale non delegabile ai reparti, deve essere sempre subordinato alla sussistenza di concrete esigenze di approfondimento in merito a potenziali scenari di illegalità nel comparto delle uscite. Quindi gli accessi non saranno mai effettuati per ricerche preventive e generiche di possibili indizi di irregolarità. La ricerca dovrà essere funzionale al successivo svolgimento di indagini finanziarie mirate nei confronti di singole posizioni soggettive dove si riscontrino concreti elementi di rischio di irregolarità.

Un accesso dunque per scopi di analisi, in funzione di esercizio di attività di carattere amministrativo e in relazione all’esigenze operative dei reparti del corpo previo rilascio da parte del Nucleo di particolare delega.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa