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Frodi fiscali, la Gdf scopre più di 4 miliardi

Neanche il tempo di conoscere il bilancio definitivo “dell’operazione ponte”, ovvero dei controlli mirati su agriturismi, B&B e centri benessere condotta da Gdf e agenzia delle Entrate da sabato scorso fino al 2 maggio, che il Comando generale della Guardia di Finanza fornisce una nuova istantanea dell’Italia che evade. E questa volta non si tratta di quei furbi che si accontentano di non battere uno, due o dieci scontrini, ma di oltre 2.200 contribuenti denunciati alle procure della Repubblica (di questi, 80 sono agli arresti) che della frode fiscale hanno fatto una vera e propria arte. Nei soli primi 4 mesi del 2012 questi artisti dell’evasione hanno nascosto al Fisco redditi per oltre 4 miliardi e hanno evaso Iva per oltre mezzo miliardo di euro. Nel bilancio complessivo vanno annotati anche i sequestri per equivalente operati dai reparti: dal 1° gennaio ad oggi hanno raggiunto un valore di oltre 160 milioni per immobili, denaro, gioielli e auto di grossa cilindrata.
E nella speciale classifica delle frodi stilata dalle Fiamme Gialle sui primi quattro mesi del 2012, in cima ai reati fiscali spicca l’utilizzo di fatture false – riscontrato nel 26,65% delle verifiche effettuate – seguito dalle emissioni di fatture per operazioni inesistenti (19,38%), dalla omessa dichiarazione (17,84%), dal l’occultamento o dalla distruzione della contabilità (14,26%) e, a chiudere, dall’infedele dichiarazione (8,07%).
Facili guadagni e vita nel lusso rappresentano il filo conduttore che lega tutti i casi di frode scovati dalla Guardia di Finanza. Ma che allo stesso tempo rappresentano oggi le migliori “spie” dell’evasione, come fanno notare dal Comando Generale. È il caso, per esempio, di un costruttore umbro. Ad attirare l’attenzione delle Fiamme Gialle di Perugia sono state tre auto di grossa cilindrata (Ferrari, Maserati e Mercedes) a bordo delle quali lo stesso imprenditore edile amava sfrecciare. Le auto, in realtà, erano tutte e tre intestate alla madre ultrasessantenne del costruttore. Un indizio fatale per il contribuente che si è visto contestare dalla Guardia di Finanza 700 milioni di euro sottratti tassazione e un’evasione Iva per quasi 800mila euro. Importi frutto delle vendite di appartamenti e puntualmente riscontrati dai Finanzieri con l’analisi dei conti correnti bancari.
Le auto di lusso hanno tradito anche altri due amanti delle frodi. Un tornano attivo nelle manifatture che questa volta per intestare i veicoli non aveva utilizzato l’anziana madre ma aveva chiesto supporto a un familiare dipendente pubblico. Inoltre, per confondere e frodare il fisco, amava emettere più fatture con lo stesso numero di protocollo, con il risultato di registrare in contabilità solo la prima fattura.
Il ricorso alle false fatturazioni ha incastrato una società della provincia di Trento che operava nella fabbricazione di distributori di farmaci. Le fatture emesse per 4 milioni di euro annotate in contabilità e relative a spese di installazione e manutenzione dei distributori erano intestate a tre fornitori inesistenti tutti e tre residenti in “una garage”.
Nella variegata gamma delle frodi c’è chi si è spinto fino alla bancarotta di più di una società e di aver occultato al fisco 580 milioni di euro. Oltre a un contribuente latitante, su cui pende un mandato di arresto, ci sono altre 18 persone indagate, mentre 28 sono le società di una catena di abbigliamento direttamente coinvolte. Particolarità della frode scoperta dal nucleo di Mantova è il ricorso a una serie infinita di “teste di legno” con documenti di identità falsi e il trasferimento all’estero delle sedi sociali di molte società coinvolte nella frode.

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