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Frodi, contanti e giochi osservati speciali

Prevenzione, incrocio di banche dati per mirare ai contribuenti a più alto rischio di evasione, ma anche maggiore sinergia tra le istituzioni impegnate nel contrasto al sommerso. Non ci sono solo i controlli sul territorio a caccia di scontrini e fatture non emessi nel menu della lotta all’evasione 2013. Si ripartirà dalla strategia messa a punto nelle scorse settimane dalla task force voluta dal Governo e composta da rappresentanti del ministero dell’Economia, agenzie fiscali e Guardia di Finanza.
Un punto di partenza è la considerazione dell’attuale contesto economico. La crisi può portare a enfatizzare alcuni comportamenti fraudolenti. Molto probabile, quindi, che l’attenzione della Guardia di Finanza continui a focalizzarsi sulle accise (aumentate più volte nell’arco degli ultimi mesi): alcuni operatori economici – come è emerso dalla mappatura dei 19 tipi di evasione effettuata dalla task force – adottano comportamenti ad hoc per non versarle, passando anche per le cessioni fraudolente di prodotti soggetti ad accisa o per l’uso di erogatori truccati.
Altro fronte caldo è quello delle frodi sui giochi, che passano anche per il gaming online abusivo: si usano apparecchi non collegati alla rete telematica o alterati per evadere il prelievo erariale unico sui giochi, o si effettuano puntate attraverso siti internet privi di concessione. Con un incrocio pericoloso che coinvolge anche il riciclaggio di denaro. Un capitolo che sarà ulteriormente messo sotto la lente: sia per quanto riguarda il trasferimento irregolare di capitali all’estero (a cui l’aumento della pressione fiscale interna e le incertezze prodotte della crisi possono aver dato un ulteriore input), sia per i pagamenti “interni” in cui la soglia dei mille euro non è immune da aggiramenti. Basta pensare al caso dei piccoli lavori domestici o di alcuni tipi di prestazioni professionali in cui il controllo deve essere reso ancora più capillare.
Al palo
In questo scenario aspettano ancora di essere tradotti in pratica, però, alcuni strumenti chiave della lotta all’evasione introdotti con le manovre degli ultimi anni. Primo fra tutti, la super-anagrafe dei conti correnti bancari e dei rapporti finanziari. A quanto risulta al Sole 24 Ore del lunedì, la trasmissione dei dati sui rapporti finanziari (compresi movimenti annuali e saldi dei conti) dagli intermediari all’anagrafe tributaria dovrebbe finalmente partire il 10 aprile 2013. A oggi, non è stato ancora emanato il provvedimento delle Entrate che deve stabilire le modalità della comunicazione e della conservazione dei dati. Dopo il sostanziale via libera del Garante della privacy sull’ultima bozza del provvedimento, restano da risolvere alcuni problemi tecnici. Uno di questi, è il trattamento da riservare ai versamenti e ai prelievi occasionali, o quelli effettuati fuori dal rapporto “ordinario” del correntista con la sua banca: operazioni effettuate occasionalmente presso altri istituti o, a esempio, da cittadini extracomunitari che non siano titolari di un conto corrente. I dati relativi a queste operazioni sono stati conservati dagli istituti, in base alle norme antiriciclaggio, ma non sono stati catalogati da tutti allo stesso modo.
La grande incognita è poi come funzionerà effettivamente, l’infrastruttura telematica messa in campo per raccogliere questa mole enorme di dati.
Così come va completata l’operazione nuovo redditometro. Per ora è partito il software di autodiagnosi (il redditest). Lo strumento di accertamento, invece, ha bisogno ancora di un decreto ministeriale.

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