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Frode fiscale soft

La Suprema corte allenta la presa con gli imprenditori accusati di reati tributari. L’indagato per frode fiscale non dev’essere sottoposto a misure cautelari a meno che non abbia specifici precedenti. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione che, con la sentenza n. 43186 dell’8 novembre 2012, ha accolto il ricorso di due contribuenti indagati per frode fiscale e bancarotta, annullando con rinvio la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, disposta dal Tribunale di Venezia. Insomma gli Ermellini hanno bocciato la motivazione di merito basata essenzialmente sulla mancanza dei «freni inibitori» nell’attuare una frode. Un elemento, questo, insufficiente per i Supremi giudici secondo cui il tipo di reato richiede di per sé una particolare destrezza. In altri termini, se è pur vero che, ai fini della configurabilità della ritenuta esigenza di cautela, gli elementi apprezzabili possono essere tratti anche dalle specifiche modalità e circostanze del fatto, non è men vero che tali modalità e circostanze devono avere una connotazione che oggettivamente sia sintomatica della personalità dell’agente come incline a reiterare la stessa condotta antigiuridica o altra omogenea, non potendosi desumere il pericolo di reiterazione di reati della stessa indole per automatismo dal carattere stesso dei reati contestati. Fra l’altro, la frode è elemento costitutivo essenziale della fattispecie prevista dall’art. 11 dlgs n. 74/2000, per cui la sua ideazione ed esecuzione non può costituire di per sé un elemento da cui concretamente desumere la pericolosità sociale del suo autore, a meno di individuare peculiarità del fatto tali da poter essere considerate come effettivamente sintomatiche della pericolosità di quest’ultimo. Ma non è ancora tutto. Nella sentenza depositata ieri la Cassazione sembra sdoganare le esigenze di custodia cautelare in relazione a vari reati cosiddetti da «colletti bianchi». Infatti ha annullato con rinvio anche la misura disposta a carico del coindagato per frode fiscale e bancarotta fraudolenta per distrazione. Ora gli atti concernenti i due indagati torneranno al Tribunale di Venezia che dovrà riesaminarli per riconsiderare le esigenze cautelari. Fra l’altro in questo caso la misura era abbastanza leggera, solo la presentazione alla polizia giudiziaria.

 

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