Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Frigo e orologi ci spiano

Che cosa fare se il frigorifero ci spia, raccogliendo informazioni sulle nostre abitudini alimentari? O se il tornello segnala il nostro ingresso alla stazione della metropolitana? Per difendersi dalla rete delle cose che ci aiutano, ma contemporaneamente ci controllano, il garante della privacy ha avviato una consultazione pubblica, aperta in particolare a imprenditori, consumatori e loro associazioni.

L’internet delle cose (Iot, l’acronimo inglese da «Internet of Things») sta facendo irruzione nella vita quotidiana: dalla domotica, e cioè da tutti gli apparecchi di automazione domestica (per esempio la lavatrice, che ti avvisa quando ha finito il programma di lavaggio) ai dispositivi indossabili (wearable), dai dispositivi di georeferenziazione a quelli di navigazione assistita fino a computer e smartphone.

Eppure queste macchine sono un formidabile esercito di raccoglitori di informazioni sul nostro conto, anche molto delicate come i dati sanitari o come comportamenti, abitudini, preferenze degli utenti quasi sempre inconsapevoli.

I nostri elettrodomestici e gli altri apparecchi diventano gli autori dell’identikit di chi li usa e consentono di tracciare profili dettagliati del consumatore.

Certo c’è una faccia buona della medaglia: impianti di riscaldamento che si accendono da remoto con lo smartphone, frigoriferi che segnalano la scadenza dei cibi, sistemi di trasporto in grado di aumentare automaticamente il numero delle corse sulla base degli accessi registrati ai tornelli, orologi intelligenti che segnalano al nostro medico eventuali anomalie corporee.

Ma ci sono anche dei rischi per la nostra privacy.

L’interconnessione di questi oggetti e sistemi permette di effettuare anche un monitoraggio particolarmente invasivo sulla vita privata delle persone e di mettere in atto potenziali condizionamenti della libertà.

Gli approfondimenti richiesti dal garante riguardano molti punti.

Il primo concerne le modalità di informazione all’interessato anche al fine dell’eventuale acquisizione del consenso al trattamento dei dati.

Non senza trascurare il fatto che bisogna garantire l’affidabilità delle operazioni di raccolta: all’utente bisogna dare la garanzia che i dati raccolti siano esatti e che, per esempio, l’orologio non trasmetta dati sanitari sbagliati.

Altro fronte è quello dell’arginamento di ulteriori rischi relativi alla sicurezza indotti, in particolare, da operazioni di comunicazione a terzi, dall’utilizzo improprio e dalla perdita delle informazioni, soprattutto a causa dell’utilizzo di interfacce radio, strutturalmente di particolare vulnerabilità.

Le misure di sicurezza da adottare devono allora essere in grado di proteggere i dati trattati dai rischi di interferenze ingiustificate e manomissioni.

Il garante, su questo, chiede anche uno sforzo tecnologico per progettare le cose senza rischi per la riservatezza (privacy and data protection by design) con un possibile ricorso a tecniche di cifratura e di anonimizzazione dei dati.

Quanto agli aspetti legali, la consultazione serve anche a verificare i modelli di business utilizzati ed eventualmente adottare strumenti di certificazione anche a livello sovranazionale e di protocolli di autenticazione o di meccanismi di mutuo riconoscimento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Pasticcio di golden power alla parmigiana. La Consob ha sospeso, dal 22 gennaio e per massimi 15 gio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il progetto di integrazione di Stellantis prosegue a marcia spedita. Dopo la maxi cedola di 2,9 mili...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la stagione dei conti societari a Wall Street con la pubblicazione, tra oggi e domani...

Oggi sulla stampa