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Frenata sul processo breve Alfano: no a elementi di rottura

di Dino Martirano

ROMA — Riforme ordinarie sulla giustizia, il Pdl cambia cavallo con una mossa a sorpresa adottata d’intesa con la Lega. Stop alla Camera al disegno di legge sul processo breve, che manderebbe in archivio migliaia di dibattimenti in corso, e, per compensare, via libera a una norma sulla prescrizione breve del reato assicurata agli incensurati: un «vagoncino» , quest’ultimo, da agganciare al «convoglio» di un ddl già incardinato al Senato, magari al testo anticorruzione che giace in sonno da mesi. È un gioco ad incastro, quello partorito dagli avvocati parlamentari consultati da Silvio Berlusconi, che avrebbe un duplice obiettivo. Il primo— assicura il ministro Angelino Alfano —, è quello di non aggiungere altra carne al fuoco: «Non voglio che il processo breve diventi un elemento di rottura mentre stiamo lavorando alla riforma costituzionale della giustizia» , in arrivo al Consiglio dei ministri straordinario annunciato per la prossima settimana. Il secondo obiettivo, invece, sarebbe quello di assicurare un effetto immediato ma non devastante sui processi in corso compresi, dunque, quelli in cui è imputato il presidente del Consiglio. E la prescrizione breve del reato sembra, a questo punto, meno invasiva della «tagliola» prevista 237 I reati di corruzione denunciati nel 2010, secondo i dati della relazione del Procuratore generale della Corte dei Conti, presentata ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011. Sono aumentati del 30,22%rispetto all’anno precedente 137 I reati di concussione e 1090 quelli di abuso d’ufficio che sono stati denunciati nel 2010. Si riscontra invece una diminuzione per i reati concessivi: meno 14,91 per cento rispetto all’anno precedente 708 Le denunce per corruzione presentate dalle forze di polizia, 183 quelle per concussione e 2290 quelle per abuso d’ufficio dalla prescrizione processuale. Il governo si è quindi adeguato alla linea indicata dal Quirinale? «Seguiamo sempre la saggezza» , ha risposto il Guardasigilli prima di entrare nell’aula di Montecitorio. Il contrordine è arrivato da Palazzo Grazioli dove Silvio Berlusconi aveva convocato i suoi avvocati, Niccolò Ghedini e Piero Longo, e i capigruppo di Camera e Senato del Pdl e della Lega: «Non chiederemo la calendarizzazione del processo breve nella conferenza dei capigruppo di domani (oggi, ndr)» , ha dunque annunciato Massimo Corsaro (Pdl) spiazzando però la squadra del Pdl in commissione Giustizia. Enrico Costa e Maurizio Paniz, infatti, si erano molto spesi nell’ultima settimana per accelerare al massimo l’iter del ddl sul processo breve (già approvato dal Senato), ma ancora ieri l’ultimo blocco di audizioni chieste dal Pd aveva evidenziato gli effetti devastanti del provvedimento sui processi in corso: «Tra i dibattimenti a rischio prescrizione — ha detto il presidente del tribunale di Napoli, Carlo Alemi — ci sono anche i processi per Calciopoli, per la cosiddetta Farmatruffa nonché quello a carico dell’ex presidente della Regione Campania, Bassolino» . La lista dei processi destinati alla prescrizione preoccupa, oltre il Quirinale, anche la Lega i cui capigruppo (Bricolo e Reguzzoni) hanno avuto un lungo confronto a Palazzo Grazioli anche sul tema dell’immunità parlamentare che Umberto Bossi ha bocciato su tutta la linea. Meglio, dunque, mettere in attesa anche il processo breve e puntare sulla prescrizione breve del reato (tempi dimezzati) per gli incensurati. Ma sul tappeto c’è anche la prescrizione breve se il reato viene commesso da un cittadino privato piuttosto che da un pubblico ufficiale. Dalla riunione del Comitato interministeriale sulla riforma costituzionale della giustizia (alla quale ieri hanno partecipato Maroni, Calderoli e Castelli) arrivano poi altri dubbi della Lega. Da un lato ci sono le richieste del Carroccio che da anni insegue l’elezione dei procuratori capo; dall’altro le perplessità sul varo di misure impopolari (come quella di una sottomissione del pm all’esecutivo) tenendo presente che la riforma costituzionale dovrà certamente superare lo scoglio del referendum confermativo. Tempi duri anche per il ddl Alfano sulle intercettazioni, fermo da mesi in commissione Giustizia alla Camera, al quale Berlusconi vorrebbe dare nuovo impulso. Secondo il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia — che ha letto la sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile — le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini: eppure «non appare indirizzato ad una vera e propria lotta alla corruzione il ddl governativo sulle intercettazioni» . E lo stesso vale, ha insistito il Pg Ristuccia, per la legge Cirielli, quella che nel 2005 ha ridotto, da 15 a 7,5 anni, i termini di prescrizione per la corruzione: «Con il risultato che molti processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una o due sentenze di condanna, con conseguenze ostative per l’esercizio dell’azione contabile sul danno di immagine» .

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