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Frenata finale in borsa

Chiusura sopra la parità per le principali borse europee, che hanno però frenato nel pomeriggio dopo l’apertura debole di Wall Street. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,29% a 16.768 punti. Bene anche Londra (+0,55%) e Francoforte (+0,21%), mentre Parigi ha perso lo 0,08%. A New York il Dow Jones cedeva lo 0,60%, mentre il Nasdaq saliva dello 0,68%. A pesare sull’umore dei mercati è stato un dato sul lavoro negli Stati Uniti: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 1,37 milioni a quota 5,245 milioni rispetto al totale rivisto di sette giorni fa. «Ora stanno diminuendo, avendo raggiunto il picco due settimane fa», spiega Ian Shepherdson, economista di Pantheon Macroeconomics, «ma il livello settimanale è ancora alto». Inoltre l’indice sull’attività manifatturiera regionale, elaborato dalla Fed di Filadelfia, si è posizionato in aprile a -56,6 punti, in netto peggioramento da -12,7 del mese precedente e sotto il consenso.

Lo spread Btp-Bund ha chiuso in calo di 4 punti base a 233 dopo il balzo delle due sedute precedenti. Il contesto obbligazionario italiano rimane delicato, ma l’ombrello della Bce continua a garantire stabilità.

A Milano ben comprata Nexi (+2,69% a 12,98 euro): Jefferies ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 18 euro. Su di giri anche Amplifon (+2,45%), Tenaris (+1,84%) e Azimut H. (+1,58%). Fra i titoli industriali in luce Ferrari (+3,89%) dopo la conferma del dividendo (articolo a lato). Acquisti anche su Pirelli (+5,32%), Prysmian (+3,76%), Stm (+1,08%) e Fiat Chrysler (+0,40%), mentre hanno perso terreno Leonardo (-0,87%), Buzzi Unicem (-2,76%) e Cnh Industrial (-2,09%).

Si è mosso a due velocità il comparto bancario. In rialzo Ubi (+2,99%), Intesa Sanpaolo (+0,88%), Banco Bpm (+0,68%) e Unicredit (+0,66%). Lettera, invece, su Bper (-4,32%), B.P. Sondrio (-2,78%) e Mediobanca (-1,07%). Male anche Atlantia (-3,04%), Generali (-1,67%), Eni (-1,49%), Finecobank (-1,43%) e S. Ferragamo (-1,41%). Tra le mid cap in gran spolvero Guala C. (+21,46%, articolo a pagina 23). Vivace anche doValue (+14,18% a 6,20 euro), su cui Equita ha confermato il giudizio buy e il target price di 10 euro. In territorio positivo Saras (+5,26%), Marr (+4,99%) e Acea (+4,56%).

Nei cambi, l’euro è terminato a 1,0843 dollari, sui minimi di giornata, dopo avere superato quota 1,09.

Per quanto riguarda il petrolio, le quotazioni del Wti sono rimaste sotto 20 dollari dopo essere crollate mercoledì ai livelli di 18 anni fa. L’Opec ha tagliato le previsioni sulla domanda per quest’anno di 6,9 milioni di barili al giorno, con la pandemia che sta affossando la richiesta di greggio.

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