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Frenano gli incassi di Equitalia

Colpa della crisi ma anche dei tanti paletti che sono stati introdotti negli ultimi anni. Gli incassi di Equitalia per il 2013 si fermano a 7,1 miliardi di euro, con un calo contenuto (5%) rispetto al 2012 e più marcato se si considera come termine di paragone il 2011 (-17,3%). A livello territoriale quasi metà degli incassi (il 47%) si concentra nell’ordine tra Lombardia, Lazio e Campania. Se si scende nel dettaglio delle province il maggior recupero spetta a Milano con quasi un miliardo di euro e se si sommano i dati delle altre grandi città metropolitane (Roma, Napoli, Torino) si arriva a 2,5 miliardi di euro.
Il trend delle riscossioni di Equitalia (nel complesso sono stati incassati 55 miliardi dal 2006) si pone di gran lunga al di sopra della tendenza precedente quando l’attività era affidata a società private e si incassavano in media 3,2 miliardi all’anno. In realtà, la frenata degli ultimi due anni – come ha rilevato anche la Corte dei conti nella relazione sul bilancio 2012 – si spiega sia con la crisi economica generalizzata ma anche con le limitazioni alle maniere forti arrivate dal decreto Sviluppo del 2011 (il Dl 70) fino al decreto del fare della scorsa estate (Dl 69/2013).
L’effetto crisi risulta evidente dal dato sulle rateizzazioni. Uno strumento sempre più utilizzato per pagare il debito con il concessionario della riscossione: solo nel 2013 ne sono state concesse 398mila per un controvalore di quasi 3 miliardi di euro e nel complesso gli importi dilazionati arrivano a 24,7 miliardi. Dati che potrebbero ulteriormente aumentare dopo il via libera ai piani straordinari di rateazione, con cui i pagamenti possono essere “allungati” fino a dieci anni in presenza di una grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica.
I grandi debitori
La strategia di recupero di Equitalia punta sempre di più sui grandi debitori. «Anche grazie alle nuove norme stiamo ponendo massima attenzione ai casi critici di oggettiva difficoltà economica – ha spiegato l’amministratore delegato, Benedetto Mineo – e le procedure di recupero, come negli anni passati, si stanno concentrando sulle fasce di inadempienza più elevate, cioè nei confronti di quei contribuenti recidivi che per anni hanno sottratto al fisco ingenti risorse a danno di tutta la collettività. Oggi circa i due terzi del riscosso proviene da debitori che hanno importi da pagare superiori a 50mila euro».
Oltre ai volumi della riscossione 2013, Equitalia ha precisato che ha continuato nell’attività di riduzione dei costi di produzione, amministrativi e del personale che – sempre stando alle informazioni diffuse dalla società – ha già portato a una riduzione di 107 milioni di euro nel triennio 2010-2012. Nonostante questi risultati, però, non va dimenticato come il Mef nel question time in commissione Finanze alla Camera il 13 novembre scorso ha sottolineato che anche in considerazione della situazione congiunturale «Equitalia non sarebbe in condizione di procedere a un efficientamento della riscossione dei tributi né di conseguire risparmi di gestione tali da poter consentire un’ulteriore riduzione dell’aggio». Una risposta che suona come una chiusura alla possibilità di ridurre ulteriormente i costi per i contribuenti (dopo la riduzione dal 9 all’8% scattata il 1° gennaio 2013), anche se già tre giudici tributari (Roma, Latina e Torino) hanno chiesto alla Consulta di valutare la costituzionalità dell’attuale sistema.
La delega
Intanto al Senato, la delega che contiene tra l’altro la revisione della riscossione locale subisce un altro pit stop. Un rinvio tecnico, almeno sulla carta che sposta a martedì prossimo il via libera della commissione Finanze di Palazzo Madama, atteso per ieri. I nodi da sciogliere riguardano la mancanza di copertura finanziaria sollevata dalla Bilancio per due norme sui giochi tra cui il fondo contro le ludopatie. E su cui comunque il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, martedì presenterà la clausola di invarianza finanziaria per salvare le due norme e non ritoccare il testo. Tra le novità comunque introdotte ieri: l’allargamento della rappresentanza in contenzioso che sarà solo “eventuale” e dunque definito con la stesura dei decreti delagati; la razionalizzazione e la riforma della destinazione dell’8 per mille.

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