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Frenano fallimenti e concordati preventivi

di Emanuele Scarci

MILANO – L'onda lunga della crisi fa sentire ancora i suoi effetti attraverso le istanze di fallimento, anche se tende a perdere gradualmente vigore rispetto ai mesi precedenti; soffrono di più i settori dell'elettromeccanica, dell'immobiliare e del sistema moda, in particolare in Lombardia, in Friuli e nelle Marche; calano le domande di concordato preventivo.

Secondo gli archivi di Cerved Group, nei primi tre mesi del 2011 sono state aperte circa 3mila procedure fallimentari, con una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2010. Meno negativo il trend sul piano congiunturale: per il secondo trimestre consecutivo i fallimenti risultano in calo rispetto al trimestre precedente.

Complessivamente, nei dodici mesi tra l'aprile del 2010 e la fine di marzo del 2011, sono state attivate oltre 11mila procedure di fallimento (+14% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). La maggior parte di queste istanze ha riguardato società di capitale con circa il 70% dei casi.

«Non solo aumentano le istanze – osserva Filippo Lamanna presidente della sezione fallimentare del tribunale di Milano – ma peggiora anche la "qualità" delle imprese in default: gli attivi sono sempre più ridotti, spesso inesistenti e i creditori hanno ben poco da recuperare». La crescita delle istanze però è meno forte rispetto al passato e allora commenta Gianandrea De Bernardis, ad di Cerved Group: «Sulla frenata complessiva dei fallimenti incide positivamente il calo dei default osservati nell'industria che registra un -9,5 per cento. Un dato incoraggiante, se si considera che precedentemente il comparto aveva pagato il conto più salato della crisi – oltre 5mila imprese fallite tra il 2009 e il 2010 – e sostenuto da una riduzione del 13,4% dei concordati aperti nella manifattura».

Rimane a due cifre invece il tasso di crescita delle istanze nei servizi (+11% nel primo trimestre) e addirittura in accelerazione quello calcolato tra le società che operano nella filiera delle costruzioni (+13,7%). Nonostante i segnali incoraggianti dell'ultimo trimestre, l'industria rimane di gran lunga il comparto con il maggior insolvency ratio (10,5 fallimenti ogni 10 mila imprese nel primo trimestre del 2011), seguita dalle costruzioni (7,6) e poi dai servizi e dagli altri settori (4,1).

Infine, nel primo trimestre sono state presentate 249 domande di concordato preventivo, -12 per cento. Il numero complessivo di domande presentate nei dodici mesi tra l'aprile del 2010 e il marzo del 2011 ammonta a 990, in calo del 5% rispetto alle mille domande dei precedenti dodici mesi. «A Milano – conclude Lamanna – le domande di concordato preventivo rappresentano appena il 5% delle istanze di fallimento: ciò significa che solo su poche aziende è possibile trovare un accordo per la prosecuzione dell'attività».

 

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