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Francoforte va all’assalto della City: lasciate Londra, benvenuti in Germania

Lunedì prossimo, una quarantina di banchieri internazionali, in rappresentanza di oltre venti istituti di credito, si incontreranno a Francoforte per sentire dalle autorità tedesche come si può fare a fuggire dalla City di Londra per approdare nella capitale finanziaria della Germania. Non è detto che lo facciano, ma di fronte alle incertezze sollevate dalla Brexit vanno ad ascoltare. La riunione è organizzata dalla Bafin, il supervisore finanziario tedesco: come per dire che se le banche vogliono trasferirsi devono prendere la cosa sul serio, i regolatori vigileranno.

Però — secondo l’agenzia d’informazioni Reuters che ha dato la notizia — all’incontro parteciperanno anche rappresentanti della Banca centrale europea e della Bundesbank. Segno che la questione di quale sarà il centro finanziario dell’Eurozona è aperta e interessa direttamente le autorità tedesche e quelle europee. Si sa che il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble si sta impegnando per sponsorizzare la piazza tedesca nella corsa che si è aperta tra varie città — Parigi, Dublino, Varsavia — per attrarre eventuali fuggiaschi dalla City.

A Francoforte ci si aspetta che arrivino dal Miglio Quadrato diecimila persone in cinque anni: le domande d’informazione sono state molte, parecchi sono stati finora gli incontri one-to-one e ora la Bafin vuole chiarire alcuni punti. Per esempio che il trasferimento dovrà essere significativo se una banca vuole il passaporto tedesco (leggasi dell’Eurozona): non un ufficio buca delle lettere ma un impegno consistente di personale, inclusi top manager. Alla riunione parteciperanno banche come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup.

La speranza di Francoforte e di altre città di attrarre un business ricco e prestigioso è comprensibile. C’è però una questione che le trattative dei prossimi due anni sulle modalità della Brexit dovranno risolvere. Per l’Eurozona è saggio puntare a strappare business alla City tagliandola fuori dall’operatività nell’area euro oppure sarebbe più intelligente tenersi legato il centro finanziario (primo o secondo al mondo con New York) irriproducibile nel continente europeo? E’ un retropensiero che anche i banchieri alla riunione di lunedì avranno.

Danilo Taino

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