Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Francoforte guida il rimbalzo dei listini europei

Dopo una settimana da dimenticare in cui i listini europei hanno perso in media il 3,5% del loro valore è arrivato ieri il netto rimbalzo. Gli acquisti hanno premiato i settori più esposti all’andamento del ciclo economico: le banche, i trasporti, l’auto in particolare. Sono i comparti che hanno risentito più di altri degli effetti negativi della pandemia e che la scorsa settimana avevano pagato in Borsa la ripresa dei contagi e lo spettro di un nuovo lockdown.

La ripresa degli acquisti sui comparti più esposti alla recessione non è da mettere in relazione a un miglioramento del quadro epidemiologico quanto alle conferme sulla ripartenza della seconda economia del mondo: la Cina. Domenica sono stati resi noti i dati sui profitti del comparto industriale che, per il quarto mese consecutivo, hanno fatto registrare una crescita sostenuta (+19%) a testimonianza di una macchina ritornata a marciare a pieno ritmo.

Riparte la Cina e in Europa ne beneficia in particolare la Germania, il Paese che ha il maggior interscambio commerciale con la potenza asiatica. Non è un caso che ieri la Borsa di Francoforte (+3,22%) abbia nettamente sovraperformato Parigi (+2,4%) e Piazza Affari (+2,47%). Un film già visto quello del Dax che si distingue dagli altri indici: da inizio anno il paniere delle maggiori quotate tedesche risulta in rosso di appena il 2,85% contro un -12,61% dell’indice continentale Stoxx 600.

Il primato si spiega alla luce della più efficace risposta alla pandemia che ha limitato l’impatto delle misure restrittive sull’economia. In questa fase il traino arriva soprattutto dalla Cina, prima grande economia ad essere ripartita a dopo la pandemia, che rappresenta un importante mercato di esportazione della grande industria tedesca. Grazie alla tenuta dell’export la manifattura, in particolare in Germania, è in ripresa come dimostrano gli ultimi indici di fiducia. E pensare che, quando esplose la pandemia in Cina, era soprattutto la grande catena dell’industria globale ad essere sotto scacco. La realtà ha dimostrato il contrario e anche il commercio globale si è dimostrato resiliente: i volumi – segnala Capital Economics – sono in calo di appena il 6,6% rispetto ai livelli di dicembre 2019.

Secondo la casa d’affari le ripercussioni della crisi sugli scambi sono state relativamente contenute se rapportate allo shock economico senza precedenti della pandemia. Questo è successo anche per via della forte domanda in tutto il mondo di prodotti la cui domanda è cresciuta in maniera esponenziale con il virus: il caso più eclatante riguarda le mascherine e i dispositivi di protezione individuale di cui la Cina è grande esportatore.

Il rimbalzo in Borsa ieri ha riguardato anche un altro comparto fortemente esposto all’andamento del ciclo economico: quello bancario. Le banche che hanno perso in media il 41% in Europa scontano un aumento delle insolvenze sui crediti per via della crisi. Eppure su questo fronte – ha fatto sapere ieri il numero uno della Bce Christine Lagarde – non si sono registrati finora numeri preoccupanti. E c’è chi vede nelle valutazioni a sconto delle grandi banche un’occasione di investimento: il colosso britannico Hsbc ieri ha messo a segno un rialzo dell’8,9% dopo che il suo primo azionista, il colosso assicurativo cinese Ping An, ha deciso di aumentare la sua quota di azioni portandola dal 7 all’8 per cento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa