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Franco: «Le infrastrutture green spingeranno crescita e lavoro»

Finanza e infrastrutture sostenibili per spingere la crescita. Intensificando il rapporto pubblico e privato per un’azione efficace e in tempi congrui. Occorre potenziare gli investimenti: di questo si è parlato ieri nella riunione del B20, aperta dalla presidente, Emma Marcegaglia, e dal chair della Task force Finanza e Infrastrutture, Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo. Un confronto che ha coinvolto il governo, con il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e protagonisti del mondo dell’economia, come Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali, l’ad di Webuild, Pietro Salini, entrambi membri dell’Advisory Board del B20, Robert S. Kapito, presidente di BlackRock, Shemara Wikramanayake, ad Macquarie Group. Un incontro che si è svolto in vista della riunione dei ministri delle Finanze e delle Banche centrali del G20 che si terrà a Venezia dal 9 al 10 luglio.

«È fondamentale che il G20 sostenga, accelerandola, l’inclusione finanziaria, che incoraggi l’impact investing, che favorisca la transizione verso un’economia sostenibile. Gli investimenti in infrastrutture sostenibili sono quantomai importanti, per sfruttare in pieno il loro potenziale è necessario garantire alle pmi l’accesso al capitale e sostenere lo sviluppo delle nuove catene del valore globali, accelerando l’innovazione nel sistema finanziario», ha esordito la presidente Marcegaglia.

I due temi, finanza e infrastrutture, «giocano un ruolo cruciale per accelerare la crescita, verso un percorso sostenibile, inclusivo e di impatto. La sfida è che la crescita segua queste tre direttrici per i prossimi dieci anni e il compito di questa Task force è di incidere per combattere le disuguaglianze», è la convinzione di Messina che ha parlato di Recovery Impact Plan e di una nuova equazione basata sulle tre P: Persona, prosperità e pianeta, ma anche partnership pubblico-privato. Per il banchiere bisogna trovare soluzioni di investimento e finanziamento che attraverso l’uso di fondi pubblici e risparmi privati «possano generare un impatto reale, con una capacità di esecuzione adeguata. Le banche di sviluppo e i governi dovrebbero lanciare fondi di impatto specializzati. I governi dovrebbero creare il quadro e gli incentivi affinché il settore privato si adatti e agisca per avere un impatto sull’ambiente e sulla società». Ed ha presentato tre proposte: fondi per la rigenerazione urbana e le infrastrutture, con focus su quelle sociali; programmi internazionali di finanza di impatto, che in Italia durante la pandemia, hanno dimostrato l’efficacia della collaborazione pubblico-privato; fondi di impatto per le filiere internazionali, per sviluppare ecosistemi di innovazione al servizio di distretti, grandi imprese e pmi. A suo parere occorre facilitare l’accesso al debito e ai mercati azionari per le Pmi e il G20, secondo Messina, dovrebbe facilitare il partenariato pubblico-privato.

Sul rafforzamento del rapporto pubblico-privato concorda anche il ministro Franco: «i governi non possono fare tutto da soli, nella transizione energetica e nella realizzazione di infrastrutture sostenibili, occorre il concorso di investitori privati. Le infrastrutture green aumenteranno la crescita e l’occupazione e renderanno le economie più resilienti».

Il presidente di Generali, Galateri di Genola, ha sottolineato il ruolo delle assicurazioni: «possono essere fondamentali per realizzare infrastrutture sostenibili. Il settore privato può essere un prezioso consigliere per i governi – ha continuato nel suo intervento – per progettare strategie a lungo termine. Il settore assicurativo globale stanzia circa 726 miliardi di dollari per le infrastrutture, che rappresentano solo il 2,2% del risparmio gestito. Possiamo fare molto di più e il senso della Task force B20 va in questa direzione. La finanza sta accettando queste sfide e stimolando efficacemente la discussione con i regolatori sulla convergenza degli obiettivi politici con il quadro normativo».

Per l’ad di Webuilt, Salini, l’aspetto prioritario è ricostruire la fiducia. E sviluppare le infrastrutture anche nei paesi più indietro, come l’Africa. «Bisogna far sì che i privati investano non solo in Europa e negli Usa. Il mondo è collegato, come ha dimostrato questa pandemia, stiamo andando verso i 9 miliardi di persone a livello globale».

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