Rassegna stampa per le imprese

Franco: “Grossi rischi sulla crescita” Contro l’inflazione torna il Btp Italia

Non c’è un pericolo recessione all’orizzonte, ma una crescita rallentata sì, con «grossi rischi» legati alla guerra e ai prezzi energetici. Da Davos, il ministro dell’Economia Daniele Franco fa il punto sull’Italia. E specifica: «Se la situazione peggiora, sul gas e sulle forniture, le prospettive saranno peggiori, come per chiunque altro». Già così, ricorda il ministro, le previsioni sono state pesantemente riviste al ribasso: ora le stime sono di una crescita del 3% per l’anno in corso; il che significa, al netto dell’effetto di trascinamento di circa il 2,2% dovuto all’anno prima, che la «crescita addizionale sarebbe di poco meno dell’1%».

Ma se non interverranno altri shock – per esempio un’interruzione improvvisa delle forniture di gas o altri fattori – Franco preferisce puntare sulle «imprese e famiglie che resistono» e alla prospettiva di una riduzione del debito anche nel 2022, quando si aspetta «un risultato simile » al calo dello scorso anno, di oltre quattro punti di Pil. Ma anche qui il ministro, rivolgendosi forse indirettamente ai “falchi” del Nord Europa, ricorda che i debiti si riducono meglio quando l’economia va bene mentre le forti nubi attuali rendono «più difficile il ritorno alla normalità delle politiche di bilancio». E sottolinea il difficile equilibrio che dovrà trovare la Bce, tra la lotta all’inflazione e la necessità di evitare una recessione. «Sappiamo che i tassi saliranno, il punto è la velocità a cui salgono», ha detto appoggiando la linea della gradualità nella stretta.

E, in un contesto di forti tensioni sui prezzi, ieri il Tesoro è tornato a due anni esatti dalla precedente emissione record (22,3 miliardi) a proporre un Btp legato all’inflazione nazionale, il Btp Italia. Venendo sicuramente incontro al bisogno di protezione dei risparmi da parte delle famiglie e, con un briciolo di fortuna, senza aggravi eccessivi per le casse dello Stato, in termini di spesa per interessi. «Nel 2023 le previsioni sono per un’inflazione europea che si avvicina all’obiettivo Bce del 2% spiega Davide Iacovoni, dirigente generale del debito pubblico presso il Mef – questo significa che questi titoli nel medio periodo potrebbero costare al Tesoro in termini reali quanto il tasso nominale di un analogo Btp non indicizzato».Il nuovo Btp Italia ha una novità importante: il doppio premio di fedeltà. La prima parte sarà corrisposta circa a metà periodo, il resto a scadenza (sui titoli acquistati all’emissione e portati a scadenza). Quanto alla lunghezza, per ora il Mef ha fissato la durata minima – 6 anni – e quella massima, 10. Più delle precedenti emissioni (da 4 a 8 anni); quella definitiva sarà comunicata la prossima settimana, insieme all’ammontare del premio. L’emissione invece ci sarà un po’ più in là, il 20 giugno e per la clientela retail andrà avanti fino al 22 (salvo chiusura anticipata) mentre il 23 sarà riservato agli istituzionali. Sulla carta, l’emissione è molto attesa dai risparmiatori. Ovviamente, la convenienza dipenderà anche dalle caratteristiche tecniche, che verranno comunicate di volta in volta. Il primo fattore è la durata, ma poi dipenderà anche dai tassi reali della cedola (quelli minimi garantiti saranno comunicati il 17 giugno) cui si aggiungerà l’inflazione.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Rassegna stampa per le imprese

Prima un nuovo aiuto per le famiglie, poi toccherà alle imprese. La tempesta sui prezzi dell’ene...

Rassegna stampa per le imprese

Rassegna stampa per le imprese

Se da una parte gli effetti della pandemia fanno meno paura, a preoccupare le imprese europee è l...

Rassegna stampa per le imprese

Rassegna stampa per le imprese

Marche, via a bandi anti fragilità per rafforzare micro imprese e PmiFondi per 8 milioni per «fil...

Rassegna stampa per le imprese