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Francia, emissioni diesel: Stellantis finisce sotto inchiesta

Una vecchia indagine che torna a far rumore. È la coda lunga del Dieselgate che per ultima raggiunge il marchio Peugeot, galassia Stellantis, dopo la lente giudiziaria già aperta nei confronti di Renault e Volkswagen. È stata messa «en examen» dal Tribunale di Parigi per accuse di frode nei confronti dei consumatori in merito alla vendita in Francia di veicoli diesel Euro 5 tra il 2009 e il 2015. Si tratta di vecchi modelli, ormai fuori mercato, però Peugeot avrebbe ingannato i consumatori sulle emissioni inquinanti dei motori diesel. Per questo dovrà ora pagare una cauzione di dieci milioni (dei quali 8 milioni per il potenziale pagamento danni e due milioni a garanzia della rappresentanza della società in tribunale). E dovrà fornire una garanzia bancaria di 30 milioni finalizzata ad un ulteriore possibile ristoro per i consumatori traditi.

Questa fase formale dell’inchiesta consentirà alle parti di avere pieno accesso al fascicolo dell’indagine e darà loro l’opportunità di difendersi da accuse che non sono però ancora state valutate in contraddittorio. Le società interessate sono «fermamente convinte che i propri sistemi di controllo delle emissioni soddisfacessero tutti i requisiti applicabili nei periodi in questione e continuino a farlo tuttora ed attendono di poterne dare dimostrazione», registra una nota di Stellantis, nata a gennaio di quest’anno dall’integrazione tra Fiat-Chrysler e Psa.

In Italia il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti ha deciso di convocare i sindacati e Stellantis il 15 giugno. Si apre quindi il tavolo sull’auto. I nodi riguardano gli stabilimenti di Stellantis in Italia, di derivazione ex Fca. Tutti stanno vivendo di ammortizzatori sociali. I lavoratori di Grugliasco sono addirittura in cassa a zero ore con pesanti riduzioni salariali. A Melfi si registrano le apprensioni dei confederali per l’ipotesi ventilata dall’azienda di un’unica linea produttiva pert la 500x, la Renegade e la Compass. Significherebbe la riduzione della capacità installata. Per un impianto che fa la metà dei volumi italiani del gruppo.

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