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Francia e Usa al fianco della Grecia

LA FRANCIA e Barack Obama si schierano a fianco della Grecia nella guerra contro l’austerity. E un gesto di distensione arriva anche dalla Commissione Europea. Secondo il quotidiano economico tedesco Handelsblatt , il presidente Jean-Claude Juncker sarebbe disposto ad abolire la mediazione della troika (Ue, Bce e Fmi) nella gestione degli aiuti internazionali ad Atene e nel risanamento del debito pubblico. «Ci serve subito un’alternativa», avrebbe detto Juncker. E persino il governo tedesco, secondo Handelsblatt , non sarebbe contrario, purché la Grecia mantenga gli impegni sulle riforme.
Anche Parigi e Washington, del resto, ribadiscono che il salvataggio del Partenone non potrà arrivare solo attraverso un taglio del debito. Ma i toni sono concilianti: «Atene deve rimanere nell’euro e ha bisogno del tempo necessario per preparare un nuovo piano di riforme da concordare con l’Europa. Noi saremo al suo fianco per cercare di garantirlo», ha detto ieri il ministro delle finanze transalpino, Michel Sapin, dopo il primo meeting del tour europeo del suo omologo Yanis Varoufakis. «Il primo obiettivo ora», ha aggiunto Sapin, «è fare ripartire la crescita nel Paese con gli investimenti».
Parole ribadite da Barack Obama: «Non si può continuare a spremere i Paesi come limoni nel mezzo di una recessione. L’Europa ha bisogno di ripartire e tutti devono accettare compromessi». Ci deve essere un punto – ha aggiunto – in cui un Paese «torni a crescere se si vuole che riesca a onorare i suoi debiti. Di sforzi ne ha già fatti molti». Del tema avrebbero parlato al telefono anche Angela Merkel e Matteo Renzi, con il premier italiano contrario al taglio del debito greco, ma favorevole all’allungamento della durata e alla rimodulazione delle scadenze.
Varoufakis, dopo aver silurato la troika e dopo lo scontro con Jeroen Dijsselbloem, ieri ha moderato i toni senza cambiare la sostanza: «L’unione monetaria è irrevocabile. Ma noi vogliamo uscire da questa logica di prestiti in cambio di sacrifici che hanno messo in ginocchio il Paese. Serve un accordo nuovo. La liquidità? L’unica che può aiutarci è la Bce. Il nostro compito sarà metterla in condizione di farlo con serenità». Poi un messaggio per la Germania: «Berlino ci sta a cuore. E i suoi contribuenti non hanno pagato poco ma troppo per la Grecia. Peccato che i soldi che ci hanno prestato sono stati gettati in un buco nero. Wolfgang Schauble mi ha chiamato per complimentarsi e mi ha invitato a incontrarlo. Siamo pronti a presentare le nostre riforme ma votate alla ripresa, agganciando magari il nostro debito alla crescita nazionale». Parole che iniziano a configurare la direzione verso cui si stanno indirizzando i negoziati. L’unica risorsa che manca ad Atene, assieme ai soldi, è il tempo. «Abbiamo bisogno di qualche giorno, tipo fino alla fine di febbraio, per rifinire i nostri piani – ha concluso Varoufakis – ed è quello che cercherò di spiegare nei prossimi giorni ai miei interlocutori».
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