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Francesi impauriti da Berlino

di Massimo Galli 

Non è soltanto la paura che l'euro fallisca a non far dormire sonni tranquilli ai francesi. Dalle parti di Parigi sta risorgendo un altro timore, molto più antico o, forse, mai del tutto sopito: la Germania vuole dominare l'intero continente. Di questo sono convinti non soltanto osservatori ed esperti ma anche membri del governo.

Ormai tutti ritengono che, nel bene o nel male, il destino dell'Europa sia nelle mani di Berlino.

Dove, però, la cancelliera Angela Merkel appare indebolita nel suo ruolo, schiacciata dalle pressioni politiche e dalle scadenze elettorali ravvicinate. Il no ostinato dei tedeschi non soltanto agli eurobond ma anche, e soprattutto, alla possibilità che la Banca centrale europea possa intervenire attivamente nel salvataggio degli stati in difficoltà, sta mettendo in pericolo la sopravvivenza dell'Unione.

Per capire che piega prenderanno gli eventi occorrerà attendere il vertice Ue dell'8 e 9 dicembre. Nel frattempo non ha usato mezzi termini Jacques Attali, che fu consigliere dell'ex presidente François Mitterrand: oggi è nuovamente la Germania a tenere in mano l'arma del suicidio collettivo dell'Europa. Se essa non agirà tempestivamente sarà la catastrofe.

I sentimenti anti-tedeschi cominciano a riaffiorare soprattutto fra gli euroscettici. Per il deputato Jacques Myard, dell'Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, è Berlino a portare sulle spalle la responsabilità totale del fallimento del sistema: dopo l'ossessione della politica monetaria restrittiva, si vuole proporre il diktat sui bilanci statali.

Ma sarebbe la fine delle democrazie nazionali.

Gli fa eco Louis Bourlanges, alla guida della Fondazione di centro e membro del parlamento europeo fino al 2007: quello che dicono i tedeschi poteva andar bene dieci anni fa. Ora è troppo tardi e l'unica via d'uscita è fare le riforme con solidarietà e pragmatismo.

Hubert Védrine, socialista, ex ministro degli esteri, è spaventato per una Germania che detti la sua agenda economica e istituzionale e costringa i singoli governi ad accettare le sue condizioni, presi in ostaggio dall'andamento dei mercati. Quello che Parigi dovrebbe fare è convincere la Merkel che occorre ritrovare lo spirito del dopo-riunificazione: allora la Germania aveva capito di non avere interesse a mettersi contro gli altri paesi.

Un ministro dell'esecutivo in carica, interpellato dal quotidiano Le Monde, sostiene che Berlino crede che il suo interesse sia di essere molto dura sulla dottrina e di imporsi come unico leader. Un progetto destinato a fallire, perché susciterà un'ondata di ripulsione fra tutti gli altri governi del continente. Per il momento, però, non sembra che Sarkozy la pensi allo stesso modo.

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