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Fossati scrive al cda di Telecom “Tim Brasil può valere 25 miliardi”

MILANO — Mentre sulla stampa brasiliana si intensificano le indiscrezioni su possibili future offerte per Tim Brasil, in vista del cda di giovedì 16 la Findim di Marco Fossati pianta i suoi paletti per un’eventuale procedura di dismissione. Secondo le ultime voci, infatti, vi sarebbe anche l’America Movil di Carlos Slim a studiare un’offerta per la controllata brasiliana di Telecom, funzionale a procedere con uno spacchettamento insieme agli altri operatori del mercato, vale a dire Vivo (Telefonica) e Oi Telemar.
Ma per evitare che si giunga a una decisione sbagliata o affrettata da parte del cda (come avvenuto per Telecom Argentina) Fossati ha inviato una lettera al cda di Telecom con allegato un suo studio che arriva a valutare il 100% di Tim Brasil più di 25 miliardi di euro. «Deve ritenersi che soltanto un prezzo di molto superiore al corrente valore di mercato di Tim Brasil possa effettivamente compensare in maniera adeguata la perdita di chance insita in una partecipazione strategica – è scritto nella missiva -, non solo in grado di contribuire in misura rilevante ai risultati economici della nostra società con sostanziose prospettive di crescita per il futuro, ma che assicura al gruppo Telecom un ruolo di primo piano nel mercato internazionale delle telecomunicazioni ». Dunque, secondo Findim, se proprio si volesse cedere Tim Brasil occorre considerare nel prezzo diversi fattori, tra cui efficienze e sinergie di costo che un consolidamento del settore in Brasile comporterebbe, la minor pressione al ribasso delle tariffe, lo sviluppo futuro dei servizi a valore aggiunto e la crescita economica del paese nei prossimi anni. La valutazione “stand alone” per Fossati parte da 17 miliardi, cui si arriva applicando a Tim Brasil lo stesso multiplo che Telefonica aveva utilizzato nell’acquisto di Vivo, cioè 10 volte il rapporto valore d’impresa/Ebitda sui risultati 2013. A questo valore occorrerebbe aggiungere 3 miliardi di sinergie o risparmi su costi, 2 miliardi di minor diminuzione delle tariffe nei prossimi cinque anni, 3 miliardi da maggiori servizi a valore aggiunto e una cifra indefinita per la crescita economica del Brasile. I 25 miliardi potrebbero poi salire a 28-30, cifra obbiettivamente molto alta poiché per Telecom vorrebbe dire incassare almeno 16,7 miliardi per la cessione del suo 67% della società brasiliana. Fantafinanza? Può essere anche se Fossati s’è sempre distinto in carriera per essere un buon venditore, più che un abile compratore.
In ogni caso, qualsiasi offerta arrivi per Tim Brasil, per Findim «la delibera del cda avente ad oggetto la valutazione di tale eventuale offerta, dovrà essere votata esclusivamente dai membri del Consiglio non di espressione di parti correlate e/o del socio Telco ». Anche per questo motivo nella riunione di giovedì i consiglieri indipendenti di Telecom hanno intenzione di costituire un comitato ad hoc che valuti preliminarmente eventuali offerte su Tim Brasil ed escluda il sospetto di conflitto di interesse del maggiore socio di Telco, cioè Telefonica. Una mossa frutto del recente voto assembleare che ha visto il 23% del capitale considerare il gruppo spagnolo in conflitto di interessi nella partita di Telecom Italia.

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