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Fornero: con il governo in scadenza niente decreti per la cassa integrazione

ROMA — «Non è facile trovare risorse» per la cassa integrazione in deroga «e certamente non le può trovare il ministro del Lavoro da solo». Elsa Fornero, uscendo dal dicastero di via Veneto dopo l’incontro con le parti sociali, non risparmia una frecciata ai suoi colleghi di governo precisando che «il nostro è un esecutivo in scadenza e non facciamo decreti». In merito alle resistenze da parte del ministero dell’Economia Vittorio Grilli, Fornero promette di «smussarle». E annuncia che già lunedì o martedì incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti e Grilli per trovare una soluzione a un fabbisogno per il 2013 che la stessa Fornero ha confermato e cifrato in non meno di 2,3 miliardi di euro, con la necessità di trovare 1-1,2 miliardi che al momento mancano.
Ma i conti pubblici ormai sono border line e ieri il responsabile del Tesoro, in audizione sul decreto pagamenti alle imprese, ha ricordato che «esiste una clausola di salvaguardia a tutela del rispetto del tetto del deficit al 3%, la nostra Bibbia, e se ci saranno evidenze di sfondamento interverremo in maniera correttiva o rallentando pagamenti o con altre misure». Ci vorrà una manovra?, è stato chiesto. «Se manovra è: i conti stanno sballando e allora bisogna sistemarli per rispettare gli obiettivi, in questo senso non c’è nessun bisogno di una manovra — ha risposto Grilli —. Invece se ci sono altre necessità di spesa del prossimo governo per altri obiettivi allora bisognerà trovare le coperture».
Il sindacato, al termine del colloquio con il ministro del Lavoro, si è detto «insoddisfatto» e ha annunciato nuove mobilitazioni. Il responsabile economia del Pd Stefano Fassina ha chiesto al ministro Grilli di finanziare la cassa in deroga. «Per il ministro Fornero – ha affermato – il governo non può fare decreti ma è di tutta evidenza che non è così e quindi le chiedo di predisporre un decreto nel più breve tempo possibile». Grilli ha risposto aprendo alla possibilità che per la «Cig si intervenga all’interno del decreto sullo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione». Ma sulle coperture non cede e la prova è la sua risposta negativa a un’altra proposta di Fassina di affidare alla Cassa depositi e prestiti (Cdp) il compito di anticipare risorse agli enti locali per liquidare i debiti commerciali: «Se gli enti locali ricevono anticipazioni dalla Cdp, che è fuori dalla pubblica amministrazione, questo è deficit e non debito pregresso». Nel caos di questi giorni sembra risolta solo a metà la grana del rinnovo dei vertici della Cdp. Il governo ha scelto di rinnovarne solo una parte. Grilli ha ammesso che «secondo noi era necessario rinnovare» i vertici della Cdp, soprattutto in presenza del complesso meccanismo per il pagamento dei debiti della P.a. spiegando che «non è mancanza di rispetto verso il Parlamento». Comunque «è stata una scelta trasparente: il prossimo governo è libero di verificare la soluzione e modificarla».
L’incontro al ministero del Lavoro sul finanziamento della Cig in deroga per il 2013 «non è stato né risolutivo, né chiarificatore», ha detto il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino, che ha chiesto al ministro «di poter avere una unità di crisi a Palazzo Chigi». C’è «urgenza e vogliamo una risposta emergenziale, mancano ancora 200 milioni per il 2012 e per il 2013 la stima è di un ammanco di 1,7 miliardi». E, come ha già fatto il segretario Susanna Camusso nei giorni scorsi, Sorrentino propone di trovare le risorse con «una tassazione straordinaria sui grandi patrimoni o rimandando qualche spesa, come quella militare». In questo quadro di forte preoccupazione, dove circa mezzo milione di cassintegrati da giugno rischiano di non ricevere più il già magro assegno, una buona notizia arriva da una ritrovata convergenza tra i sindacati. Dopo l’adesione unitaria al patto tra produttori chiesto dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e la firma ieri di nuove relazioni sindacali in Finmeccanica, decisivi passi avanti sembrano essere stati fatti sul delicato fronte delle nuove regole per la rappresentanza. Per domani è stato annunciato un incontro con la Confindustria, preceduto da un altro fra i tre leader Cgil-Cisl-Uil, dove non è esclusa una firma almeno a una bozza.
Sulla cassa integrazione è intervenuto anche il presidente della Camera Laura Boldrini che ha garantito ai sindacati «tutto il mio sostegno» e quello della Camera che «attraverso la commissione speciale è in grado di esaminare con assoluta tempestività qualunque provvedimento di urgenza che dovesse venire dal governo o dai gruppi parlamentari». Ma il problema, specialmente riguardo la cassa in deroga, è un po’ più complesso dopo la scoperta di molte irregolarità fatta dal ministero del Lavoro. Per l’ex ministro Maurizio Sacconi, è necessario «garantire le risorse ma anche regole precise con un rinnovato accordo Stato-Regioni-parti sociali».

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