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Fornero: acceleriamo la riforma

di Davide Colombo e Marco Rogari

La riforma delle pensioni «è già stata largamente fatta, ma necessita di tempi più accelerati». Con queste parole il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, parlando in video-conferenza all'assemblea della Cna, conferma che il Governo si accinge a velocizzare la cosiddetta "transizione" prevista per il sistema previdenziale prima di raggiungere la piena sostenibilità nel lungo periodo. Sono quattro le direttrici lungo le quali si snoderà il pacchetto organico che Fornero sta mettendo a punto in questi giorni: contributivo per tutti nella forma pro rata, superamento delle "anzianità" possibilmente attraverso un sistema flessibile di uscite con una forbice 63-70 anni; l'anticipo al 2012 del meccanismo sull'aggancio alla speranza di vita; l'anticipo dell'aumento dell'età di vecchiaia delle donne del settore privato.

Un anticipo, quest'ultimo, che potrebbe anche scattare con il decreto sulla manovra correttiva così come l'anticipo del meccanismo che aggancia il pensionamento alla speranza di vita. Tra le ipotesi sul tappeto anche il ricorso a quota 97 (somma di età anagrafica e contributiva) nel 2012 da raccordare poi con il sistema di uscite flessibili. I tecnici della Ragioneria generale dello Stato, tra l'altro, spingono per superare le anzianità con un meccanismo molto rapido di quote crescenti con il punto di approdo a quota 100 nel 2015 (comprendendo in questa stretta anche i pensionamenti con il solo canale contributivo dei 40 anni). Una soluzione diversa dal sistema flessibile di uscite che sembra prediligere il ministro Fornero e che è visto di buon occhio dal Pd (ieri è stata depositata in Parlamento la proposta Baretta-Damiano) e non disprezzato dai sindacati. Anche il blocco di un anno della finestra di uscita delle anzianità suggerito da più versanti non sembra essere gettonatissimo al ministero del Lavoro.

Il ministro, dopo aver sottolineato l'importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro, è tornato su quella che il Governo considera la strada maestra: rigore finanziario, equità degli interventi e crescita delle prospettive delle giovani generazioni. L'intervento della Fornero è stato apprezzato dal Pd, in primis dal segretario Pier Luigi Bersani, da Cgil, Cisl e Uil e anche da Vendola. Il ministro oggi incontrerà il commissario Ue agli affari economici Olli Rehn e il 1° dicembre sarà a Bruxelles per un incontro con i ministri del Lavoro europei.

Tornando alle pensioni di anzianità, nel mirino dei tecnici, un'ulteriore prova della necessità di una qualche forma di blocco si evince con facilità guardando le stime della Ragioneria sul numero dei pensionati nel medio-lungo periodo. Tra il 2015 e il 2025, a legislazione vigente il numero dei pensionati con meno di 65 anni d'età sarebbe ancora tra il 19 e il 17% del totale; circa 2,9 milioni nel 2025. Quella percentuale è dovuta ai flussi futuri di pensioni anticipate, appunto, guadagnate con il sistema delle quote o con i 40 anni di contributi. L'anno dopo, nel 2026, scatta poi la «clausola di garanzia» che impone i 67 anni per il pensionamento di vecchiaia, una misura che incide su circa la metà del flusso annuo di pensionamenti ma che non tocca le anzianità.

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