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Formazione, abbiamo scherzato.

di Marino Longoni  


Sono più di 100 mila gli iscritti agli ordini giuridici-economici che sono stati inadempienti al 31 dicembre 2010 rispetto agli obblighi previsti dalla formazione continua della propria categoria. Ma a essere sanzionate sono state poche decine di professionisti, soprattutto consulenti del lavoro e notai. Di fatto gli obblighi di formazione professionali si sono trasformati in una facoltà. I motivi sono vari. Da una parte la complessità del procedimento disciplinare e il numero enorme dei professionisti che dovrebbero essere coinvolti sono tali dallo scoraggiare la grande maggioranza degli ordini di avvocati, dottori commercialisti, periti industriali. Il Consiglio dell'ordine, infatti, dopo aver monitorato il numero delle ore di formazione godute da ciascun iscritto, dovrebbe verificare con tutti coloro che non hanno raggiunto il livello minimo previsto che le ore di formazione siano state tutte correttamente annotate. In caso di inadempimento dovrebbe aprire un procedimento disciplinare. Cioè il Consiglio dovrebbe chiamare ciascun iscritto, sentire le sue ragioni ed eventualmente attribuirgli una sanzione adeguata. In ordini di media dimensione si dovrebbero aprire migliaia di procedimenti. Che potrebbero trascinarsi in vari gradi di giudizio fino in Cassazione, come successo finora solo a un notaio di Ancona. Una prospettiva tutt'altro che incoraggiante dal punto di vista delle risorse che sarebbe necessario impiegare. Ma anche dal punto di vista politico è comprensibile che la maggior parte dei Consigli preferisca il quieto vivere piuttosto che ficcarsi in una situazione di conflittualità estesa che metterebbe in subbuglio l'ordine per anni. E infatti finora sono state accampate le scuse più improbabili pur di giustificare ritardi, rinvii, riaperture dei termini, riduzione del monte ore obbligatorio ecc. L'Ordine degli avvocati di Roma, per esempio, ha cercato di scusare i propri iscritti con i «problemi logistici» che attanagliano la Città eterna, altri ordini hanno deliberato di allungare i tempi utili per la maturazione dei crediti o di ridurre il monte ore originariamente previsto. Qualcuno si affida all'autocertificazione, altri, constatato che il sistema proprio non funziona, stanno pensando a una sua rifondazione e altri ancora hanno deciso di spalancare le porte all'e-learnig per venire incontro alle esigenze reali dei propri iscritti, che non sempre possono essere soddisfatte da una programmazione necessariamente mirata a una platea più ampia possibile. Solo notai e consulenti del lavoro, che sono partiti qualche anno prima degli altri, sembrano avere in mano una macchina in grado almeno di stare in strada, tutti gli altri sono ancora fermi in officina.
 

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