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I forfettari sfuggono ai controlli sui Sostegni

I forfettari sfuggono ai controlli previsti per l’erogazione del contributo a fondo perduto, sia quelli preventivi sia quelli post pagamento. Per verificare l’effettiva spettanza del contributo previsto dal decreto Sostegni (dl 41/21), l’unica arma a disposizione dell’agenzia delle entrate è il controllo documentale. È quanto emerge da un’analisi delle misure attuative dei sostegni rilasciate dall’Agenzia delle entrate il 23/3/21.

Anche l’analisi dei dati contenuti nella dichiarazioni dei redditi 2021 potrebbe essere fuorviante poiché non comprensiva di tutte le fatture attive 2020, parametro richiesto per la verifica della contrazione del fatturato, ma solo di quelle effettivamente incassate nell’anno (magari anche relative al 2019). Il rischio è che l’Agenzia delle entrate, come capitato in alcuni casi relativi al precedente contributo a fondo perduto ex articolo 25 del decreto Rilancio (dl 34/20), per i forfettari scelga la via di un controllo massivo preventivo. Ciò comporterebbe però un verifica documentale pre-erogazione con conseguenti tempi di pagamento sicuramente dilatati per questa tipologia di beneficiari. Per la quantificazione dell’ammontare di ristoro spettante dovranno essere considerate tutte le fatture attive, al netto dell’Iva, immediate e differite, relative a operazioni effettuate in data compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del 2019 e del 2020. In tale calcolo vanno computate anche le note di variazione (art. 26 del dpr n. 633/1972), emesse sempre nell’arco temporale il 1° gennaio e il 31 dicembre. L’agenzia delle entrate come indicato anche nel provvedimento n. 77923/2021 pubblicato lo scorso 23 marzo al fine della verifica della spettanza del contributo effettuerà due tipologie di controllo (si veda ItaliaOggi del 24/3/21). Il primo preventivo sulla base dei dati presenti nell’istanza e ante erogazione del contributo, per valutare l’esattezza e la coerenza dei predetti dati con le informazioni presenti in anagrafe tributaria. Il secondo invece post pagamento (o successivamente all’accettazione della domanda con fruizione tramite concessione del credito d’imposta) ai sensi degli articoli 31 e seguenti del dpr 600/73, ed effettuando ulteriori controlli anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica Iva nonché ai dati delle dichiarazioni Iva.

I controlli ante pagamento possono essere efficaci anche sui forfettari qualora vi siano indicazioni nel modello relative all’anno di inizio o cessazione attività. Questi dati sono in possesso dell’Agenzia delle entrate che può effettuare repentine verifiche e bloccare scartandole le domande presentate in caso di «inesattezze» dichiarate. Sono impossibili invece verifiche sui forfettari post pagamento se basate su liquidazioni Iva periodiche e dichiarazioni Iva, adempimenti espressamente esclusi per i contribuenti a forfait data la loro natura no Iva. Solo in alcuni casi, qualora l’utilizzo sia opzionato, è percorribile la via dell’utilizzo dei dati forniti con la fatturazione elettronica. Anche questo adempimento è solo facoltativo per coloro che scelgono il forfettario.

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