Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ford vara i tagli dopo il calo degli utili

La riduzione dei posti di lavoro di Ford è arrivata. E se al momento è meno drastica di quanto temuto potrebbero non essere l’ultima, né la sola nell’auto: la seconda casa americana del settore ha annunciato ieri che eliminerà 1.400 posizioni, utilizzando incentivi alla fuoriuscita e al pre-pensionamento, tra i suoi impiegati in Nordamerica e in Asia. Una “fetta” del 10% di questo personale, nella speranza che basti a rilanciare la sua performance.
La mossa fa i conti con la frenata dei due grandi mercati che sono stati il “motore” della crescita e ora perdono colpi: gli Stati Uniti, dove in quattro mesi le vendite del gruppo sono scese del 5,6%, e la Cina. Europa e Sudamerica sono escluse dall’attuale giro di riduzione dei costi. Gli utili hanno risentito del cambio di clima e, dopo i 4,6 miliardi accumulati l’anno scorso, hanno subito una flessione del 35% a 1,6 miliardi di dollari nel primo trimestre dell’anno. Nonostante sia in realtà l’intero settore, non solo Ford, a essere al cospetto di quello che potrebbe essere il primo declino in un decennio, dalla fine della grande crisi che aveva visto la Ford soffrire ma sopravvivere senza bisogno di ricorrere all’amministrazione controllata come le rivali General Motors e Chrysler poi rilevata da Fiat.
Ford deve tuttavia oggi fare i conti con un’altra emergenza, la rivolta degli azionisti ai danni dell’amministratore delegato Mark Fields: il titolo della societa’, infatti, è reduce da una flessione che ha visto evaporare in meno di quattro anni quasi il 40% del valore in Borsa. Fields si era impegnato, parlando nei giorni scorsi con gli analisti finanziari, ad accelerare progetti di riorganizzazione. Gm fa poco meglio, con le azioni vicine al valore del suo ritorno in Borsa post-crisi.
Ford, che ha duecentomila dipendenti globali, ha indicato che la nuova decisione sui costi fa parte di sforzi per diventare «il più snella e efficiente possibile». Il piano di incentivi e i dettagli sui posti persi e i risparmi generati sono previsti entro giugno, con il completamento della manovra entro settembre. Nei giorni scorsi erano emerse indiscrezioni che avevano fatto ipotizzare misure ancora piu’ drastiche, con il taglio immediato di fino a ventimila posti di lavoro, per rispettare l’obiettivo che in passato l’azienda aveva fissato: tre miliardi di dollari di risparmi nel corso del 2017.
Risorse che servono al rilancio della redditività e di crescenti investimenti in innovazione – per tenere testa a vecchi e nuovi concorrenti del calibro di Tesla nelle vetture elettriche – fin dal 2018. Fields ha scommesso sulla possibilità di trasformare l’immagine e la strategia della società all’insegna dello slogan di “mobility company”, cioé protagonista degli spostamenti del futuro e forte di un nuovo quartier generale da un miliardo di dollari costruito sotto forma di campus hi-tech a Dearborn in Michigan, che sara’ pronto tra dieci anni e attrezzato con veicoli self-driving. Per ora, in attesa del futuro, la “mobilità” è stata imposta ai dipendenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa