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Foodora, il cibo in bici in Borsa a Francoforte (e vale 4,4 miliardi di euro)

Al mercato interessano poco le diatribe sindacali sui compensi dei «riders». O i fattorini, come vengono chiamati in Italia i ragazzi in bicicletta che consegnano il cibo a domicilio e che un anno fa scioperavano per la paga a cottimo. Il denaro (degli investitori) non dorme mai, direbbe Gordon Gekko. Ed ecco che la quotazione di Delivery Hero, la società tedesca specializzata in consegne di cibo a domicilio cui fa capo anche Foodora, potrebbe valere 4,4 miliardi di euro.

La startup berlinese, fondata nel 2011, ha scelto per il suo debutto in Borsa (oggi la cerimonia di avvio delle contrattazioni con il suono della campanella) la piazza finanziaria di Francoforte e ha raccolto in fase di collocamento 996 milioni di euro, guadagnando così il record tedesco fra le quotazioni tecnologiche degli ultimi tre anni. Le azioni sono state collocate nella parte alta della forchetta inizialmente indicata, a 25,5 euro e permettono la valorizzazione complessiva di mercato che supera i 4 miliardi.

Era il 2011 quando Niklas Östberg fondò la società che è oggi player globale di settore e connette 300mila ristoranti al mondo e vanta oltre cinque mila persone di staff in 53 Paesi. Una crescita rapidissima trainata dall’espansione internazionale che l’ha vista arrivare anche lontana dall’Europa con acquisizioni importanti in Corea del Sud, Cina e Sud America. Che il settore del cosiddetto «food delivery» fosse interessante per gli investitori, lo avevano confermato alcune cifre (secondo una ricerca di TechCrunch vale 70 miliardi di dollari, di cui 9 sono generati dalle piattaforme di consegna online). Ora la conferma arriva dai numeri dell’Ipo di Delivery Hero ma anche dai suo diretti competitor: le azioni di Just eat sono salite del 180 per cento da quando si è quotata nel marzo 2014, spingendone il valore a 4,4 miliardi di sterline. Stessa cosa si può dire per Takeaway con le azioni che dalla quotazione in Borsa hanno aumentato il loro valore di circa il 60 per cento. Non è un caso che anche Uber, nata come società di trasporto automobilistico, abbia a un certo punto deciso di fare consegne a domicilio. La concorrenza nel settore insomma c’è e si vede, per questo Delivery Hero ha deciso di debuttare in Borsa. La quotazione permetterà al gruppo berlinese di raccogliere liquidità per finanziare i piani di crescita. Tra gli obiettivi, il più importante è quello di aumentare i 42 mercati serviti e connettere sempre più fornitori, ristoranti, pub e pizzerie in giro per il mondo.

Corinna De Cesare

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