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FonSai, verso un processo lampo

Per ora è un ‘ipotesi, ma dopo aver incassato il patteggiamento di Giulia Ligresti della settimana scorsa per gli altri cinque indagati al momento sottoposti a misure cautelari i Pm torinesi impegnati nell’inchiesta FonSai stanno valutando la strada del giudizio immediato.
In sostanza, per Jonella e Salvatore Ligresti, Fausto Marchionni, Antonio Talarico ed Emanuele Erbetta (più Paolo Ligresti, in Svizzera) si potrebbe profilare un processo lampo: l’ultima parola ovviamente spetta al giudice per le indagini preliminari, ma – dopo le richieste di rinvio a giudizio, in fase di stesura – il procuratore aggiunto Vittorio Nessi e il sostituto Marco Gianoglio potrebbero ottenere di aprire la fase dibattimentale già nell’autunno.
Se accordato, a quel punto per i cinque l’unica via d’uscita sarebbe rappresentata dal patteggiamento, come nel caso di Giulia Ligresti che è uscita di scena con
due anni e otto mesi di reclusione e una multa da 20mila euro, oppure dalla richiesta di giudizio abbreviato. Due alternative che in ogni caso porterebbero a un epilogo in tempi relativamente stretti.
La decisione sarà presa solo nei prossimi giorni, quando – terminata la nuova fase di interrogatori (si veda l’altro articolo in pagina) – i Pm faranno il punto della situazione. Tuttavia, il percorso compiuto negli ultimi mesi, con le misure cautelari poi confermate dal Tribunale del Riesame e i sequestri compiuti a inizio agosto sui beni della compagnia, sembra aver confermato la tenuta dell’impianto accusatorio e dunque spinto gli inquirenti a premere sull’acceleratore. Per il giudizio immediato, infatti, la legge richiede un provvedimento di custodia cautelare (in carcere o domiciliare) e la presenza di prove evidenti: sul primo non c’è dubbio, ma anche sulle seconde – in particolare le intercettazioni telefoniche – l’accusa sembra fiduciosa, a maggior ragione dopo il patteggiamento di Giulia Ligresti.
La scorciatoia riguarderebbe Jonella Ligresti, in carcere da metà luglio così come l’ex amministratore delegato Emanuele Erbetta, ma anche Salvatore Ligresti, Fausto Marchionni e Antonio Talarico, tutti ai domiciliari. Ognuno di loro, se il gip dovesse dare il via libera al giudizio immediato, dovrà scegliere come muoversi: da un lato il dibattimento, dall’altro la possibilità di dribblarlo con il giudizio abbreviato (che prevede la sentenza già al termine dell’udienza preliminare ed eventuali pene ridotte di un terzo) o attraverso il patteggiamento.
Diversa la strada per gli altri indagati. In totale, come noto, gli avvisi di garanzia sono 18 e oltre alla catena di comando si guarda a quella di controllo, ma per i manager delle seconde linee e i sindaci al momento non sembrano esserci le condizioni, né le prove evidenti né le misure cautelari, per il giudizio immediato: ogni singola posizione probabilmente verrà valutata in un secondo momento e caso per caso, considerando il ruolo di ognuno nella vecchia gestione FonSai e il contributo dato nel corso delle attività di indagine.
Altro fronte aperto dei Pm è quello dei sequestri disposti ad agosto. L’unica certezza, al momento, sono i 251 milioni di valore autorizzato dal giudice, ma in Procura si attende ancora la nuova perizia – da affiancare a quella, “discussa”, di Scenari Immobiliari – chiamata ad aggiornare la valutazione sui singoli cespiti della compagnia.

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