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Fonsai verso un maxi aumento bis

di Sergio Bocconi

MILANO — Per Fonsai si profila un maxi aumento di capitale bis da almeno 750 milioni. Oggi il consiglio della compagnia dei Ligresti si riunirà alle 15 e dovrebbe deliberare l'operazione che, in base ai tempi tecnici, potrebbe essere realizzata in marzo.
Ieri il piano è stato presentato in Consob dall'amministratore delegato della società Emanuele Erbetta, probabilmente con il direttore generale Piergiorgio Peluso in conference call. C'è stato anche un nuovo incontro fra l'advisor Goldman Sachs e i consiglieri indipendenti, sempre in vista del board decisivo di oggi.
Alla fine la necessità di intervenire in modo forte e non rinviabile su Fonsai avrebbe convinto i Ligresti ad accettare una nuova operazione in equity, archiviando le diverse ipotesi di capital management come l'emissione di un prestito convertendo o la costituzione di un veicolo per le partecipazioni strategiche. Opzioni peraltro non gradite dall'Isvap che ha sollecitato un intervento strutturale in grado di riportare stabilmente in sicurezza il margine di solvibilità e quindi la solidità della compagnia.
Per i Ligresti, che oggi controllano Fonsai attraverso la Premafin con il 35% (in pegno presso le banche), l'operazione potrebbe significare un'importante diluizione. Con la holding di famiglia Sinergia in bilico fra liquidazione e conversione debiti-asset, e Premafin con oltre 300 milioni di debiti congelati e covenant in tensione, i Ligresti non sarebbero in grado di sottoscrivere la loro parte: scenderebbero così anche al di sotto del 10%. Una svolta: Premafin diventerebbe in sostanza un socio «finanziario».
Sempre oggi sul tavolo del consiglio ci sarà anche il destino del 33% detenuto in Igli, la società che controlla il 29% di Impregilo: Gavio ha offerto 3,6 euro per azione e oggi scadono i tempi per aderire o no. Ma all'interno del consiglio c'è dialettica, perché se c'è chi punta alla cessione, non manca chi vorrebbe cogliere le opportunità di un'aggregazione (ipotesi Salini). È possibile, ma non è scontata, una delibera anche su questo punto.
Il maxi aumento fa scattare diversi interrogativi, che riceveranno risposte in tempi successivi. Con l'aumento, che come si è visto potrebbe portare al decisivo passo indietro dei Ligresti, entreranno nuovi soci di un certo rilievo? In caso affermativo saranno finanziari (come il fondo di private equity Clessidra, che non ha negato interesse per l'iniziativa) o nella partita entrerà anche un socio industriale, cioè una compagnia di assicurazioni? In questi giorni sono circolati nomi di gruppi esteri (come Zurich, Allianz e altri) e soprattutto italiani (come Unipol o Cattolica), ma al momento qualsiasi ipotesi appare prematura. L'ingresso comunque potrebbe essere graduale con l'obiettivo di «pilotare» una ristrutturazione che alla fine potrebbe sfociare in un'aggregazione.
 

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