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«Fonsai-Unipol via da Mediobanca»

MILANO — Via libera di Antitrust e Isvap a Unipol-Fonsai. Ieri l’authority presieduta da Giovanni Pitruzzella ha dato l’ok «condizionato» all’integrazione tra i due gruppi «a fronte di stringenti misure» con due obiettivi: «sciogliere i legami con Mediobanca», che secondo l’Antitrust controlla di fatto le Generali con il 13,4%; ridurre con «la cessione di asset la posizione dominante» che verrebbe acquisita nei mercati danni, in particolare Rc auto. L’autorità che vigila sulle assicurazioni, guidata da Giancarlo Giannini, ha autorizzato Finsoe-Unipol a controllare il nuovo polo delle polizze con tre prescrizioni. L’Antitrust, nel provvedimento di 78 pagine che viene definito da fonti vicine al dossier «in linea con l’avanzamento dell’operazione e quindi con gli impegni presi» indica anzitutto le cessioni per portare le quote di mercato sotto il 30% a livello nazionale e provinciale. Dovranno essere venduti società, rami di azienda, marchi, portafogli con il ricorso «a un advisor indipendente, di standing internazionale, gradito all’autorità». Omissis nel testo rendono non pubbliche tempistiche su cessioni e particolari sugli asset. Rumor avevano indicato cessioni per 1,3-1,5 miliardi relative a Liguria, Sasa, parti della Milano. Quindi ci sono le misure rivolte a tagliare qualsiasi legame tra il nuovo polo che si verrà a costituire con la fusione di Premafin, Fonsai, Milano e Unipol, e in primo luogo Mediobanca, ma anche Unicredit, primo socio di Piazzetta Cuccia con l’8,6% e azionista di Fonsai con il 6,6%. Unipol «dovrà sciogliere il patto» tra Unicredit e Premafin in Fonsai e gli amministratori di Fondiaria Sai nominati da Unicredit usciranno dal board. Dovrà poi essere ceduta la partecipazione di Fonsai in Generali a soggetti terzi, cioè «in alcun modo controllati o collegati» con tutte le società coinvolte dal provvedimento e aderenti al patto di Piazzetta Cuccia. Inoltre, fino alla cessione, la quota verrà «congelata». Stessa sorte per le quote detenute in Piazzetta Cuccia da Fonsai (pari al 3,8%, sindacata) e Unipol (meno dell’1%): per la vendita dovrà essere dato mandato a «una o più banche d’affari di primario standing, gradite all’autorità». Nel frattempo le azioni saranno affidate a un fiduciario, sempre gradito all’Antitrust, che non potrà partecipare alle assemblee né esercitare i diritti di voto. Unipol infine non dovrà detenere azioni di Piazzetta Cuccia e, in caso di trading, non potrà votare. Mediobanca deve cedere tutte le partecipazioni nel nuovo polo, comprese quelle da eventuale inoptato in quanto componente il consorzio di garanzia, e nel frattempo dovrà «congelare» le azioni. Nel board di Mediobanca non potrà sedere alcun amministratore «nominato o comunque con legami diretti o indiretti» con Unipol-Fonsai e il nuovo gruppo e nella governance del polo post fusione non dovranno essere nominati soggetti legati, direttamente o indirettamente, a Mediobanca, Unicredit o Generali. Infine dovrà essere ridotto e «in prospettiva azzerato» il debito di Unipol-Fonsai con Mediobanca. Si tratta di prestiti subordinati o ibridi per 1,1 miliardi con Fonsai (prestiti che rappresentano il 60-70% del margine di solvibilità del gruppo) che Piazzetta Cuccia non potrà convertire in equity. Un «primario advisor» gradito all’Antitrust dovrà individuare istituti bancari disponibili a subentrare a Piazzetta Cuccia rilevandone il debito alle stesse condizioni e al valore nominale. Per quanto riguarda l’Isvap, l’authority ha dato il proprio ok con un provvedimento e tre sostanziali condizioni: dev’essere garantita assoluta discontinuità con la precedente gestione e proprietà, cioè i Ligresti; il nuovo polo deve presentare un margine di solvibilità di almeno il 120% anche con Solvency II; Unipol e il nuovo gruppo, entro 18 mesi non potranno avere lo stesso amministratore delegato.

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