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Fonsai, Unipol sotto tiro in Borsa

di Sergio Bocconi

MILANO — Unipol cade ancora in Borsa, lasciando sul terreno il 5,29% questa volta anche per «effetto» S&P: Standard & Poor's ha declassato le compagnie italiane come conseguenza del taglio al rating sovrano, ma per quanto riguarda il gruppo bolognese motiva il creditwatch negativo con l'operazione su Fonsai. L'acquisto di Premafin e la successiva fusione a quattro di Unipol assicurazioni con Fondiaria Sai e Milano «potrebbero» secondo S&P «indebolire il profilo di rischio finanziario complessivo del gruppo Unipol», considerata la debolezza sotto questo aspetto degli obiettivi. Inoltre l'agenzia di rating avverte che nei prossimi tre mesi i progetti di Unipol «potrebbero tradursi in una riduzione» del «voto» di più gradini, «soprattutto in assenza di una significativa iniezione di capitale».
Operazione che tuttavia nel progetto bolognese è già compresa: la capogruppo di Via Stalingrado dovrebbe procedere a un aumento di circa un miliardo, metà del quale verrebbe utilizzato per rafforzare di 500 milioni circa la controllata al 100% Unipol assicurazioni in vista della fusione di quest'ultima con le società del gruppo Ligresti. A provvedere alla ricapitalizzazione sarà per il proprio 51% circa la holding Finsoe, che in questo modo manterrà invariata la quota di controllo. Poiché però la stessa Finsoe avrà bisogno di nuovi capitali per una cifra equivalente, bisognerà vedere come procederanno le 29 cooperative aderenti alla Lega che a loro volta detengono, attraverso Holmo, oltre il 75% di Finsoe, e che però devono ancora riunirsi per valutare il piano e decidere.
Operazioni a «cascata» che dovranno permettere alla Unipol capogruppo di rilevare Premafin con circa 150 milioni, ricapitalizzarla per altri 250-260 in modo tale che la società possa partecipare pro quota al rafforzamento di Fonsai che verrà deciso il 27 gennaio nel range già definito fra 600 e 750 milioni. Ieri Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, socio di Fonsai con il 6,6% ha detto che Piazza Cordusio «non ha ancora preso alcuna decisione» sulla partecipazione all'aumento della compagnia «né ci sono state discussioni su questa eventualità, né in positivo né in negativo». E ha aggiunto sul «cantiere» che potrà portare al maxipolo: «Lasciamoli lavorare. Adesso c'è il periodo di due diligence. Vedremo quali saranno le conclusioni». In effetti Unipol ora sta guardando i conti di Fonsai e la lettera di intenti resta non vincolante. Bisognerà attendere l'esito dell'analisi per una eventuale definizione più nei dettagli dell'operazione.
L'Isvap intanto sta valutando la richiesta di proroga dal 23 al 27 gennaio presentata da Fonsai per la definizione del piano di rafforzamento: l'authority guidata da Giancarlo Giannini non avrà problemi sul punto, mentre sarà più complessa l'analisi della solidità dell'eventuale polo assicurativo che si verrebbe a costituire. La Consob invece aspetta il quesito sulla esenzione da Opa su Fonsai.
Oggi prende inoltre il via ufficiale la trattativa sui 300 milioni di debiti di Sinergia, la holding familiare dei Ligresti: in Leonardo & co, che assiste Premafin, ci sarà il primo vertice plenario con le banche e il loro advisor Lazard. Non si attende però dal vertice una decisione finale.
 

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