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Fonsai-Unipol, scintille in Borsa

MILANO — Sono iniziati ieri gli aumenti di capitale di Fonsai e Unipol e, in Borsa, titoli e diritti sono saliti sulle montagne russe. Volatilità ai massimi che è probabile accompagni fino alla fine le operazioni, entrambe da 1,1 miliardi, come del resto è accaduto in occasione degli aumenti bancari che hanno comportato significative diluizioni.
In realtà si può dire che ieri i prezzi siano stati pressoché «virtuali». Venerdì Unipol ha chiuso a 12,50 euro e con la partenza dell’aumento il prezzo dell’azione è stato rettificato a 2,5 euro mentre quello del diritto è stato fissato a 10 euro; per Fonsai, che ha chiuso a 45,65 euro, i valori di partenza erano pari rispettivamente a 1,17 euro e 44,47 euro. L’azione del gruppo bolognese ha messo a segno un progresso del 43,2% ma è stata sospesa per gran parte della seduta e quella Fonsai del 119,8% ma ha fatto prezzo soltanto nell’asta di chiusura. Tanto per dare un’idea a inizio seduta c’erano 1,5 milioni di titoli Fonsai in acquisto, su circa 4 milioni in circolazione dopo il raggruppamento in rapporto di titolo ogni 100 vecchie, poi il book si è «ridotto» a 360 mila azioni: alla fine hanno fatto prezzo 18 mila «pezzi». Una pressione spiegata da esigenze di ricoperture e scadenza di opzioni call (acquisto). Per i diritti (sempre dopo miniscambi) il percorso è stato inverso, con forti cadute: per Unipol pari al 52,6% e per Fondiaria Sai del 39,98%. Due le prevedibili correnti di vendita: quella dell’azionariato deciso a chiudere la partita e quella di chi vende oggi per ricomprare a prezzi più bassi. Sono dunque da attendersi forti variazioni di prezzo. D’altra parte venerdì la Consob ha ammonito al «puntuale rispetto» del divieto di vendite allo scoperto «nudo», cioè senza possesso dei titoli, e denunciato il rischio di «anomalie di prezzo» per la natura fortemente diluitiva degli aumenti: per Fonsai oggi in circolazione come si è detto ci sono 4 milioni di titoli che diventeranno 1 miliardo con l’emissione di 252 azioni a 1 euro ogni una posseduta, mentre per Unipol il rapporto è di 20 nuove per ciascuna «vecchia».
Con simili cifre, che hanno visto soprattutto il prezzo delle azioni trasferirsi quasi interamente sui diritti, il pubblico retail rischia un certo disorientamento su cosa fare. Anzitutto bisogna tener conto che il periodo di negoziazione dei diritti è più breve: potranno essere esercitati fino al primo agosto ma trattati fino al 25 luglio, cioè mercoledì prossimo. Chi per esempio due anni fa ha acquistato mille azioni Fondiaria Sai a 5 euro investendone 5 mila oggi dopo il raggruppamento ha in portafoglio 10 titoli che, prima dello stacco dei diritti di ieri valevano circa 450 euro: se intende seguire l’aumento dovrebbe investire circa 2.500 euro. Può invece esserci la tentazione di chiudere una partita già fortemente in perdita (per la cattiva gestione della società da parte dei Ligresti) vendendo tutti i diritti, che ieri da 44,47 euro sono caduti a 26,69: operazione perciò da fare con prudenza, la volatilità è e sarà così elevata da massimizzare il rischio di concludere la cessione con ulteriori perdite. E accortezza è necessaria anche nel procedere a una cessione parziale dei diritti per finanziare l’esercizio di quelli rimasti. Gli analisti consigliano perciò di concentrare l’attenzione non sui prezzi in Borsa ma sulle prospettive industriali del gruppo che, con la fusione Unipol-Fonsai, si avvia a essere il primo player italiano nel ramo danni. Per esempio Equita parte dal piano presentato dal numero uno della compagnia delle coop Carlo Cimbri e che prevede al 2015 sinergie di costo per 300 milioni circa e totali per 345. Equita applica una logica più conservativa e prevede sinergie non inferiori a 200 milioni acquisibili anzitutto da logistica, gestione tecnica e manageriale, e utili a 606 milioni contro gli 821 proiettati dal business plan. Su queste basi viene determinato un prezzo obiettivo per Fonsai pari a 1,66 euro, valore che si confronta con il prezzo teorico di partenza di 1,17 euro; e per Unipol a 3,67 euro contro 2,50.

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