Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

FonSai prova ad alzare il prezzo con Unipol

Quello che doveva essere il consiglio decisivo per il riassetto di Fondiaria Sai si è trasformato in un cda fiume che ha rimandato ogni decisione a un nuovo summit messo in agenda per domani. Complice il nuovo “mandato” che il comitato degli indipendenti avrebbe dato al management del gruppo, ossia cercare di strappare a Unipol condizioni migliorative sui rapporti di concambio. Così facendo il consiglio di FonSai non ha deliberato sull’opportunità di approfondire l’offerta concorrente di Sator e Palladio pur avendola esaminata velocemente e, almeno formalmente, non avrebbe neppure richiesto un’eventuale proroga. La proposta di Matteo Arpe e Roberto Meneguzzo potrebbe dunque scadere oggi, la durata era di sette giorni dal ricevimento dell’offerta, ossia dallo scorso 9 maggio. Salvo che, appurato l’interesse di Fondiaria a mantenere in vita l’alternativa, non si decida di prolungarla di altre 24 ore. Un lasso di tempo durante il quale le prime linee della società cercheranno comunque una nuova mediazione con le Coop. Con l’obiettivo, potenzialmente, di portare al consiglio di giovedì una proposta che sia più vicina alla forchetta di concambio indicata dagli advisor del gruppo. Risulta, infatti, che sia già stato sollecitato un summit con il vertice di Unipol. Il gruppo di Bologna non sembra però intenzionato a prestarsi a un nuovo confronto. «Non è programmato e non si terrà alcun incontro con i vertici di FonSai», ha precisato un portavoce della compagnia delle Coop. E questo per diverse ragioni: perché non è accettabile che a dettare le condizioni sia il gruppo che deve essere salvato e perché Unipol ha già compiuto un passo importante verso FonSai quando ha deciso di ridurre dal 66,7% al 61,75% la quota di partecipazione che Ugf avrà a valle dell’integrazione tra Fondiaria, Milano Assicurazioni, Premafin e Unipol Assicurazioni. Eppure, arrivati a questo punto, la distanza sui concambi è davvero minima. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Fondiaria, Emanuele Erbetta, e quello di Unipol, Carlo Cimbri, hanno individuato nel 61,75% un valore congruo. La percentuale, tuttavia, per un soffio non rientra nel range individuato dai consulenti della compagnia milanese, ossia 54-61% del capitale votante. Proprio questo gap è stata la ragione che ha spinto il consiglio di FonSai a non assumersi la responsabilità di prendere decisioni diverse rispetto alle indicazioni degli advisor, soprattutto a fronte dei dubbi sollevati dagli indipendenti. La stessa famiglia Ligresti avrebbe adottato la linea di condotta della maggioranza, ossia tentare una nuova intesa per provare a spuntare un valore più vicino alla forchetta. Non a caso Premafin ha comunicato che la holding «sta proseguendo nelle varie attività funzionali all’esecuzione del progetto di integrazione» con Unipol «compresa la negoziazione e la finalizzazione degli accordi di ristrutturazione del proprio indebitamento con il ceto bancario, nonché la negoziazione dei valori economici della fusione». Se nelle prossime ore, come appare chiaro dal messaggio lanciato da Unipol, Fondiaria non riuscirà a ottenere un ulteriore revisione dei concambi, il consiglio dovrà riesaminare l’offerta Unipol sul 61,75% e, se ci sarà la proroga, la proposta di Sator e Palladio. I due fondi offrono di ricapitalizzare la holding con 800 milioni di euro, di cui fino a 400 milioni garantiti da loro. Matteo Arpe e Roberto Meneguzzo ritengono di poter risanare la società ricapitalizzandola e rilanciandola con un nuovo top management, evitando la fusione con Premafin, che verrebbe ridotta al ruolo di azionista di minoranza.
Ieri intanto la Consob, come preannunciato dal presidente Giuseppe Vegas, ha preso tempo sul quesito presentato da Unipol per ottenere l’esenzione dall’Opa obbligatoria sia su FonSai che su Milano Assicurazioni. Il verdetto è atteso per la prossima settimana e gli occhi sono tutti puntati sulla Milano.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa