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Fonsai, Palladio-Sator rinnovano l’offerta

MILANO — Palladio e Sator hanno inviato ieri al consiglio Fonsai la nuova proposta per ricapitalizzare la compagnia, che riprende la precedente con precisazioni sulla «sostenibilità finanziaria» e la «convenienza economica». L’offerta guarda al board di Premafin che oggi decide sulla richiesta di una nuova assemblea per il riesame e l’eventuale revoca della delibera sull’aumento riservato a Unipol, arrivata dal custode giudiziale del 20% della holding sequestrato ai trust. Sempre ieri Paolo Ligresti, socio di Premafin con il 10,34%, ha chiesto alla società di fissare un’assemblea per la revoca del consiglio e la nomina di un nuovo board, mentre le banche creditrici hanno scritto alla holding manifestando «preoccupazione» per gli impatti che l’iniziativa del custode potrebbe avere sul piano Unipol e la ristrutturazione del debito.
Palladio e Sator ripresentano l’offerta lasciata scadere nei giorni scorsi e che consente ai Ligresti con Premafin di mantenere una quota del 14-25% in Fondiaria-Sai: aumento da 400 milioni riservato ai due investitori a 2-2,5 euro per azione; 400 milioni a metà prezzo in opzione agli azionisti della compagnia. La società di Matteo Arpe precisa di avere una «residua capacità di investimento, nell’ambito del fondo, di 360 milioni»; quella guidata da Roberto Meneguzzo sottolinea di avere un patrimonio netto a fine 2011 pari a 455 milioni e mezzi liquidi che, «in aggiunta alla disponibilità manifestata da un istituto finanziario di primario standing, le consente di disporre delle risorse per sottoscrivere» la propria parte dell’aumento. Inoltre, «entro il giorno precedente la data in cui si terrà l’assemblea Premafin convocata su richiesta del custode, gli investitori sono disponibili a fornire una garanzia bancaria per l’importo dell’aumento riservato». L’offerta, subordinata all’esenzione da Opa, scadrà il 10 agosto, visto che Premafin potrebbe convocare l’assemblea per i primi giorni dello stesso mese, e decade nel caso la holding decida di non accogliere la richiesta del custode oppure i soci non revochino la delibera sull’aumento. La proposta di Arpe e Meneguzzo viene integrata da una fairness opinion sugli «aspetti migliorativi» predisposta da Vitale & associati e da una missiva a Premafin nella quale si ribadisce l’impegno a sostenere la holding nel reperire le risorse per sottoscrivere l’aumento anche con finanziamenti.
Paolo Ligresti spiega la richiesta di un nuovo board accusando il consiglio di scelte «erronee e lesive degli interessi Premafin» per non aver considerato l’offerta di Palladio-Sator e sottolinea di aver votato per l’aumento «sotto la minaccia di escussione dei pegni da parte delle banche».

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