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FonSai, maxi-sconto sull’aumento

di Riccardo Sabbatini

L'aumento di capitale di Fondiaria Sai (per 450 milioni) e della sua controllata Milano Assicurazioni (350 milioni) partirà lunedì prossimo in Borsa ma le sue condizioni verranno comunicate al mercato soltanto stamani. Lo hanno deciso a tarda sera i consigli di amministrazione delle due società dopo aver ricevuto, nel corso della giornata, il via libera delle Authority che, a diverso titolo, si sono occupate dell'operazione: Isvap, Consob e Antitrust. E poichè la Consob ha autorizzato la pubblicazione del prospetto informativo della ricapitalizzazione soltanto in serata le riunioni collegiali della capogruppo e della sua controllata sono slittate di conseguenza e si sono concluse, appunto, con la decisione di rinviare ad oggi l'informazione sulle condizioni dell'aumento.

Secondo alcune indiscrezioni, l'entità dello sconto dovrebbe aggirarsi intorno al 39% per la Fondiaria Sai e al 37% per la Milano Assicurazioni. Si tratta di valori coerenti con i rumor di mercato diffusi nei giorni scorsi che accreditavano una forchetta tra il 30 ed il 40 per cento. Ieri, intanto, è stata ancora una giornata difficile per i titoli del gruppo con la Fondiaria Sai che, a fine seduta, ha registrato una nuova pesante flessione (-4,22% a 4,45 euro). Della stessa magnitudo è stata anche la discesa di Milano Assicurazioni (-4,48% a 0.77 euro). Più lieve è stato il calo della holding di controllo Premafin (-2,29% a 0,44 euro). Una reazione, quella del mercato, del tutto attesa e nella quale si possono misurare le aspettative sullo sconto con il quale le azioni verranno offerte.

D'altra parte l'aumento di capitale, per complessivi 800 milioni, è necessario al gruppo assicurativo per far si che i suoi ratios patrimoniali risalgano ad un livello di sicurezza (intorno al 126% del livello minimo). Un intervento peraltro richiesto perentoriamente proprio dall'Isvap. Ieri il regulator delle assicurazioni ha collocato al suo posto un'altra tessera del mosaico autorizzando Unicredit, nell'ambito della ricapitalizzazione, ad acquisire una partecipazione del 6,6% nel gruppo assicurativo. L'impegno di Unicredit nella ricapitalizzazione sarà di 170 milioni, una somma necessaria per sottoscrivere i nuovi titoli e per acquistare da Premafin una quota dei diritti di sua pertinenza. La holding, che fa capo alla famiglia Ligresti, ridurrà la sua presa su Fondiaria Sai (dal 41,6 a circa il 35 per cento senza tuttavia perdere il controllo sul gruppo.

Per la verità Unicredit potrebbe anche superare il tetto del 6,6% visto che la banca milanese è capofila (assieme a Credit Suisse) del consorzio di collocamento che rileverà l'eventuale inoptato. Una simile eventualità è espressamente contemplata nelle autorizzazioni date dalle diverse authority che sono intervenute nell'operazione. Le azioni inoptate che affuiranno ad Unicredit – è stato stabilito – verranno collocate nel portafoglio di trading e gestite in tempi brevi con un attento controllo del rischio.

Al lavoro sull'aumento di capitale di Fondiaria Sai, in aggiunta all'Antitrust (vedi articolo a fianco) è stata anche la Consob per le materie di sua competenza relative, appunto, alla pubblicazione del prospetto. Tra le avvertenze del prospetto informativo non ci saranno riferimenti al carattere diluitivo dell'aumento anche perchè – hanno valutato gli uffici della commissione – non è detto che per Fondiaria Sai si manifesti quell'effetto "iper" riscontrato in operazioni precedenti (Stefanel, Seat Pagine gialle). La commissione di vigilanza ha deciso di rinviare alla prossima settimane il varo delle sue raccomandazioni in materia, appunto, di aumenti di capitale iperdiluitivi. Peraltro se anche avesse deciso in questi giorni, come in un primo tempo era stato ipotizzato, non sarebbe ugualmente giunta in tempo per far valere le sue indicazioni operative per la ricapitalizzazione del gruppo assicurativo.

 

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