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FonSai, l’Isvap nomina un commissario ad acta

Isvap brucia sul tempo il Cda di Fonsai e nomina un commissario ad acta per perseguire le malefatte della vecchia gestione del gruppo. Giancarlo Giannini, presidente e commissario dell’Isvap, a sorpresa ha fatto ieri sentire la sua voce nominando Matteo Caratozzolo (ex-presidente dell’ordine dei commercialisti) commissario ad acta di Fonsai per – precisa il provvedimento dell’organismo di controllo – «promuovere o far promuovere ogni iniziativa anche giudiziale» sulle azioni in conflitto di interesse intraprese dalla famiglia Ligresti (ex controllanti del gruppo) al fine di «salvaguardare e reintegrare» il patrimonio della società. Caratozzolo si sostituirà al Cda, ma soltanto per queste vicende. L’iniziativa è stata presa – precisa ancora il documento – «perdurando l’inerzia di Fondiaria-Sai nel far cessare le violazioni contestate e nel rimuoverne i relativi effetti». L’incarico affidato a Caratozzolo si dovrà concludere entro il 31 gennaio prossimo. La sorpresa non nasce soltanto dal fatto che Giannini è sul punto di scadere dalle sue funzioni di presidente-commissario, ciò che avverrà all’inizio di novembre quando l’Isvap si scioglierà nella Banca d’Italia.
A stupire maggiormente è il fatto che il cda di Fonsai aveva negli ultimi mesi preso tutte le iniziative, sollecitate proprio dal regulator, per «perseguire i colpevoli». E se è vero che l’assemblea annunciata nel giugno scorso sulle azioni sociali di responsabilità – si sarebbe dovuta svolgere il 25 settembre – non è stata ancora convocata, è pur vero che gli amministratori si apprestavano ad annunciarla per il 18 ottobre. Il breve rinvio sarebbe dovuto alla necessità di completare il quadro legale degli addebiti e, forse, anche all’opportunità di farla coincidere con il meeting per nominare il nuovo Cda “post-Ligresti”. Ma c’è di più. Proprio lunedì si era riunito il comitato delle parti correlate di Fonsai che, nella sua relazione da accompagnare alla convocazione dell’assemblea aveva deciso di proporre l’azione di responsabilità nei confronti di tutti i componenti della famiglia Ligresti (il patron Salvatore ed i figli Jonella, Giulia e Paolo) nonchè dell’ex amministratore delegato Fausto Marchionni e di Antonio Talarico, amministratore della compagnia ed ex presidente di Ata Hotel (una delle società finite nel mirino). Tutti responsabili – si legge tra l’altro – di aver arrecato danni di «ingentissima entità» attraverso operazioni «frutto del perseguimento sistematico degli interessi delle controparti correlate – la famiglia Ligresti, ndr. – senza riguardo per gli interessi delle compagnie» del gruppo. L’iniziativa di Giannini avrà l’effetto di bloccare tutto. Il Cda di Fonsai uscirà di scena (su questa materia) e l’assemblea in programma non sarà più convocata in attesa che Caratozzolo decida il da farsi, magari riconvocandola in seguito. Intanto si sarà perso altro tempo.

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