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FonSai, intesa sui concambi Consob pronta al verdetto

In attesa del sigillo di Premafin, il cui consiglio di amministrazione è slittato a oggi, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni trovano l’intesa sui concambi per la realizzazione della Grande Unipol. Un passaggio che fa intuire che il board della holding, salvo colpi di scena dell’ultima ora, potrebbe allinearsi alle valutazioni delle due controllate e presentare a Unipol una proposta congiunta. Se lo farà, l’offerta arriverà nel giorno in cui Consob potrebbe alzare il velo sul verdetto relativo alla richiesta d’esenzione d’Opa presentata dal gruppo guidato da Carlo Cimbri. Proprio alla Commissione e in seconda battuta alla compagnia di Bologna toccherà quindi esprimere gli ultimi cruciali pareri sul maxi riassetto della galassia Ligresti.
Un riassetto che, stando alle cifre attualmente disponibili, parte dalla proposta messa sul tavolo da FonSai, con Ugf che avrà il 61% dell’aggregato, i soci Fondiaria il 27,45%, quelli Premafin lo 0,85% e quelli Milano il 10,70%. Come è noto Unipol chiedeva almeno il 61,75% della nuova società, da capire, dunque, se sarà disponibile e rivedere le proprie posizioni soprattutto alla luce della freddezza con la quale la scorsa settimana aveva accolto la nuova proposta FonSai. La distanza tra le parti si è assottigliata ma il gap impone alla compagnia delle Coop un’approfondita valutazione. Tanto più considerato che la proposta va al di là dei concambi poiché detta una serie di condizioni i cui impatti vanno analizzati nel dettaglio. Sempre che Consob, come emerso da alcune interpretazioni tecniche interne alla Commissione, non imponga l’Opa sulla Milano, il che chiuderebbe in anticipo ogni ulteriore negoziazione sul dossier. Complice anche quest’incertezza, ieri il cda di FonSai ha dato mandato all’amministratore delegato, Emanuele Erbetta, di inviare a Sator e Palladio una lettera nella quale viene rinnovato l’interesse ad approfondire i termini dell’operazione e viene richiesto un incontro a partire da oggi.
Nonostante questo, sono in molti a credere che almeno all’interno della galassia Ligresti un accordo sulla Grande Unipol sia stato raggiunto. Il sì della Milano era nell’aria. Già prima che Fondiaria presentasse la propria proposta, la controllata ipotizzava di riconoscere ai propri azionisti un peso nel nuovo agglomerato attorno all’11%. FonSai ha messo sul piatto il 10,70% e una serie di vincoli che, a quanto pare, hanno ricevuto l’ok della compagnia. L’unica condizione posta da Fondiaria Sai che non farà più parte dell’offerta che Premafin presenterà a Unipol riguarda evidentemente la richiesta di una revisione delle condizioni del prestito convertendo. Come noto le banche hanno detto no a qualsiasi modifica del progetto di sistemazione del debito Premafin e si sono impegnate, ieri anche formalmente attraverso una lettera inviata da UniCredit alla holding, a firmare in tempi stretti la convenzione non appena verrà trovata un’intesa sui concambi. La missiva della banca era in risposta a una precedente lettera della holding che ricordava ai creditori di non poter convocare l’assemblea per l’approvazione del bilancio e per l’aumento di capitale da 400 milioni senza l’ok degli istituti al piano di ristrutturazione. Anche in virtù di questo il cda di Premafin tenuto ieri in mattinata ha deciso di aggiornare l’assise al prossimo 12 giugno, ossia tra 21 giorni. La scelta di far slittare la riunione è maturata nella speranza di poter avere in mano per quella data l’intesa sui concambi, il piano di ristrutturazione e le eventuali autorizzazioni. «Abbiamo riaggiornato l’assemblea a una data per la quale riteniamo ragionevolmente prevedibile che tutte le condizioni per il progetto di integrazione possano essere avverate», ha dichiarato il presidente di Premafin, Giulia Ligresti.
In tema di assemblea anche Milano e Fondiaria Sai chiameranno nuovamente a raccolta i soci. Milano, essendosi dimessi i consiglieri Simone Tabacci e Roberto Schiesari, quest’ultimo peraltro ha dichiarato di avere procedure di valutazione incompatibili con i tempi dell’operazione, e alla luce delle precedenti dimissioni di Jonella Ligresti, ha registrato la decadenza del consiglio di amministrazione e quindi convocherà per luglio una nuova assemblea con all’ordine del giorno la nomina del board e del collegio sindacale. Fondiaria Sai, invece, riunirà l’assise a fine giugno per deliberare nuovamente la ricapitalizzazione per evitare che l’impugnativa promossa da Sator e Palladio comporti ulteriori complicazioni legali.

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