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FonSai e Milano crollano per gli aumenti a sconto

di Riccardo Sabbatini

Un leggero temporale era atteso ma ieri sui titoli della Fondiaria Sai si è abbattuto un uragano. All'annuncio delle condizioni dell'aumento di capitale che prenderà avvio da lunedì, i titoli di Fondiaria Sai e della controllata Milano Assicurazioni sono stati oggetto di una pioggia di vendite. L'azione della capogruppo, a fine giornata, ha lasciato sul terreno il 9,89% lambendo quota 4 euro mentre la Milano ha perso quasi un terzo del suo valore (-28,13 a 0,55 euro) incapace di fare prezzo per buona parte della seduta di Borsa. I volumi degli scambi sono stati elevati, 5,7 milioni di pezzi per FonSai (5 volte la media degli ultimi due mesi) e 9,3 milioni per la Milano (4 volte la media).

Si è espressa così la frustrazione degli investitori (in gran parte retail) per l'entità dello sconto a cui è stato offerto l'aumento di capitale (rispettivamente del 39,6 e del 37,3%) rispetto al chiusura di borsa di mercoledì. La risposta non è stata soltanto emotiva. Nelle decisioni di vendita degli investitori può aver anche pesato l'aspettativa di ricoprirsi successivamente acquistando a sconto i diritti di opzione sui nuovi titoli che da lunedì (fino all'8 luglio) saranno negoziabili staccandosi, per così dire, dalle azioni preesistenti. I diritti di opzione saranno esercitabili fino al 15 luglio. Entro il mese successivo alla conclusione del periodo di offerta i diritti non esercitati torneranno in borsa per altri cinque giorni di negoziazione. In un mercato già debole per le tante incertezze sulla Grecia, i timori sul comparto finanziario italiano e l'ingolfamento dei tanti aumenti di capitale, potrebbero essersi anche innestate vendite allo scoperto riaccendendo le discussioni sull'opportunità o meno di frenare la "speculazione" (vedi articolo nella stessa pagina).

Queste le condizioni degli aumenti di capitale. Per Fondiaria sono state offerte agli azionisti complessive 242,6 milioni di nuovi di titoli ordinari (2 per ogni titolo già posseduto) al prezzo di 1,5 euro (0,50 euro di sovrapprezzo). Ai prezzi di Borsa di mercoledì le condizioni dell'operazione proiettano un valore teorico dei titoli Fondiaria Sai post aumento a 2,483 euro – i nuovi titoli hanno dunque uno sconto del 39,6% – con un valore, anch'esso teorico, dei diritti a 1,966 euro. L'aumento di capitale riguarderà anche le azioni di risparmio con l'offerta di 85,1 milioni di nuovi titoli (2 per ognuno posseduto) al valore nominale di un euro. In questo caso lo sconto sarà del 35,4 per cento. Infine per la Milano assicurazioni saranno offerte complessive 1 miliardo 285 milioni di nuove azioni ordinarie (7 per ogni 3 già possedute) al prezzo unitario di 0,2574 euro (0,2074 di sovrapprezzo) ed uno sconto del 37,3% sul prezzo teorico ex diritto (terp) del 22 giugno.

UniCredit, nell'ambito della ricapitalizzazione, acquisirà il 6,6% del capitale ordinario di Fondiaria Sai. A caro prezzo. Poichè il suo impegno era già stato quantificato in cifra fissa negli accordi iniziali di fine marzo in 170 milioni (tra acquisto dei diritti ed esercizio dei medesimi) in pratica, fatti i conti, rileverà i diritti da Premafin pagandoli 11 euro, un prezzo 5,5 volte più alto di quello teorico di mercato. In questo modo la holding della famiglia Ligresti avrà, anche in abbondanza, le risorse per esercitare diritti sufficienti a mantenere una partecipazione di controllo (al 35%) sul gruppo sottostante. Si spiega anche così il perché Premafin sia salita ieri in Borsa (+1,55% a 0,44 euro). Ma intanto, dal giorno dell'accordo Premafin Unicredit (22 marzo), la quotazione di Fondiaria Sai è scesa di oltre un terzo, da 6,6 a 4 euro.

 

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