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Fonsai dice sì a Unipol e anche a Sator

MILANO — Un consiglio fiume, come spesso accade di questi tempi, ma che dovrebbe aver messo una parola risolutiva (o quasi) al salvataggio di Fonsai attraverso la controversa fusione con Unipol. Il comunicato ufficiale di Fonsai è arrivato a tarda notte (poco dopo l’inizio del cda della Milano), confermando quanto filtrato qualche ora prima, e cioè la sofferta decisione dei consiglieri, con il voto contrario di Salvatore Bragantini, di un altro consigliere e l’astensione di un terzo, di valutare “congrui” i concambi proposti da Unipol alla luce dei rischio di commissariamento della società. Ed è proprio questo aspetto che ha spinto il Comitato dei consiglieri indipendenti, che si era riunito prima del cda, ad arrivare ad una soluzione controversa: con un voto all’unanimità infatti i tre consiglieri avrebbero ritenuto “iniqui” i concambi proposti (secondo la ricostruzione dei lavori filtrata in nottata) ma poi, vista la delicatezza del momento, con una seconda votazione hanno deciso di non assumersi in proprio la responsabilità di far saltare la fusione e di votare a favore di Unipol, in relazione al
«peculiare contesto aziendale – si legge nella nota – in presenza in particolare di una richiesta di urgente ripatrimonializzazione avanzata dall’Isvap». Una decisione presa con due voti a favore su tre.
E il consiglio, appunto, ha deciso di considerare “congrui” i concambi ma nello stesso tempo di dare mandato ad approfondire la proposta alternativa di Sator Palladio, confermando la propria disponibilità a trattare (anzi, a quanto sembra qualcuno l’avrebbe definita migliore). Non solo, il cda di Fonsai ha sottolineato le incertezze nell’esecuzione dell’operazione (in particolare per la determinazione annunciata di Jonella e di Paolo Ligresti di non rinunciare alla manleva e al diritto di recesso) chiedendo a Unipol di chiarire “entro breve tempo” come intenda risolvere la delicata questione (senza incorrere nell’Opa, che altrimenti la Consob intende far scattare, come ha confermato ieri in mattinata il presidente della Consob Giuseppe Vegas).
E’ stato sicuramente un consiglio complesso e difficile, quello di Fonsai, preceduto da una presa di posizione del socio dissenziente Amber, secondo cui «dal punto di vista degli azionisti di minoranza sarebbe inaccettabile e offensivo che mantenessero una posizione rilevante nel capitale e nella gestione della compagnia coloro che si sono resi responsabili delle gravissime irregolarità che hanno condotto la società sull’orlo del dissesto».
La sera prima il cda di Premafin aveva ribadito che «pur continuando a sussistere plurime incertezze » non vi sono «elementi di novit�
incontrovertibili, tali da indurre a mutare risolutivamente parere in merito alla prosecuzione dell’adozione del presupposto della continuità aziendale». Il consiglio aveva confermato i concambi che assegnano a Premafin lo 0,85% del nuovo gruppo post fusione con Unipol ma ha dato mandato al pre-
sidente e all’amministratore indipendente Luigi Reale di verificare «in tempi rapidi» con la controllata Fonsai e con il sistema bancario i termini e le condizioni della nuova proposta presentata da Sator-Palladio. Oggi pomeriggio è fissata l’assemblea della holding.

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