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Fonsai chiede ai Ligresti altri 32 milioni di danni

MILANO — Con una maggioranza bulgara, il 99,9% dei soci presenti in assemblea (pari al 61,31% del capitale ordinario), la nuova Fonsai controllata da Unipol ha approvato un’altra azione di responsabilità nei confronti dei Ligresti e di alcuni ex manager e sindaci della società. La richiesta di danni per 32,2 milioni riguarda “operazioni minori”, non comprese nel mandato del commissario ad acta Matteo Caratozzolo che aveva portato a suo tempo a promuovere un’azione di responsabilità verso i Ligresti e gli ex amministratori per 245 milioni. Tuttavia, come è stato ricordato ieri in assemblea a Bologna, sono operazioni che confermano come «i membri della famiglia Ligresti hanno perseguito interessi personali a danno della società – ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Carlo Cimbri – con una direzione unitaria illegittima e un’ingerenza in particolare di Salvatore Ligresti ». Per quanto riguarda le operazioni oggetto dell’azione di responsabilità, sono emerse «tutta una serie di irregolarità da parte degli amministratori e dei sindaci allora in carica». Nel mirino sono finiti il contratto Europrogetti nell’area Castello a Firenze, la ristrutturazione del Golf hotel di Madonna di Campiglio e infine i contratti di marketing con la Gilli, la società di pelletteria fondata da Giulia Ligresti.
Rispondendo alle domande dei soci, Cimbri ha confermato che Fonsai ha proposto «domanda di sequestro dei beni» nei confronti dell’ex vicepresidente Antonio Talarico, dell’ex ad Fausto Marchionni, di Salvatore Ligresti e di Giulia e Jonella (non verso Paolo, cittadino svizzero). Sul sequestro «si esprimerà il tribunale di Milano il 6 agosto». L’ad ha anche assicurato che, qualora le inchieste sfociassero in processi penali, il gruppo valuterà «la costituzione di parte civile», verso chiunque, incluse le società di revisione, fosse indiziato di avere contribuito a depauperare il patrimonio Fonsai.
Le prossime mosse del gruppo, che ha appena ottenuto l’autorizzazione alla fusione da parte del-l’Ivass (sebbene con alcuni caveat ad esempio in materia di politica di distribuzione di dividendi), sarà lo svolgimento delle assemblee per dar vita al matrimonio. Secondo Cimbri un calendario ragionevole dovrebbe essere intorno a fine settembre, inizio ottobre. E «dopo l’estate» si conoscerà anche chi tratterà in esclusiva con Unipol per la cessione dei premi per un valore intorno agli 1,7 miliardi (chiesta dall’Antitrust). Cimbri non ha voluto dare indicazioni su chi partecipi alla gara ma il finanziere americano Warren Buffet non sembrerebbe essere della partita: «Non lo conosco», ha chiosato Cimbri.
Per quanto riguarda infine Rcs, di cui Unipol ha ereditato una quota pari al 5,65% dalla Fondiaria dei tempi dei Ligresti, Cimbri ha annunciato che non parteciperà più al patto di sindacato. Alla vigilia della riunione dei grandi soci del gruppo editoriale (che si terrà oggi) l’ad di Unipol ha confermato che intende uscire dal «patto attuale» di Rcs «perché per noi uno dei punti chiavi è entrare nella piena disponibilità della partecipazione per essere liberi di gestirla». A differenza di altri soci invece Unipol ha sottoscritto per intero la sua quota di aumento di capitale.

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