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Fonsai cade, legali in Procura

di Sergio Bocconi

MILANO — Crollano in Borsa i titoli Premafin e Fonsai: la holding ieri ha perso il 13,8% e in tre sedute ha lasciato sul terreno oltre il 20%, la compagnia ha ceduto il 14% portando a oltre il 20% lo scivolone da martedì. I titoli delle società dei Ligresti hanno certo «sofferto» l'andamento negativo generale del mercato, ma probabilmente c'è chi anche ha speculato sui timori relativi a eventuali sviluppi delle vicende giudiziarie e agli impatti possibili sul riassetto-salvataggio in corso.
E ieri pomeriggio dal pm Luigi Orsi, titolare dell'inchiesta che nelle ultime settimane si è arricchita della relazione dei sindaci di Fondiaria Sai sui fatti denunciati dal fondo Amber si sono recati gli avvocati del gruppo Marco De Luca, Giuseppe Lombardi e Gian Luigi Tizzoni. I tre legali sono rimasti in Procura per una trentina di minuti. L'inchiesta, che vede finora come indagato solo Salvatore Ligresti per ostacolo all'autorità di vigilanza, potrebbe prevedere in futuro ipotesi di reato come falso in bilancio, aggiotaggio e insider trading.
Sempre nel pomeriggio, alla luce anche dell'andamento in Borsa dei titoli, Fonsai ha comunicato di ritenere «fortemente lesivo della propria reputazione l'accostamento della condizione della compagnia a quella di note e gravi vicende giudiziarie che hanno riguardato enti o gruppi societari in evidenti e acclarate situazioni fallimentari». L'accostamento «influenza l'andamento in Borsa del titolo».
Oggi il consiglio Premafin, che avrà all'ordine del giorno anche bilancio e valutazione della quota in Fonsai, con un impairment che renderà necessari provvedimenti sul capitale, darà il via all'aumento riservato a Unipol fino a 400 milioni e convocherà l'assemblea.
Nei giorni scorsi la holding presieduta da Giulia Ligresti ha anche definito la lista dei candidati (che presenterà con Unicredit) per il consiglio Fonsai, che sarà rinnovato a fine aprile e che resterà in carica fino alle fusioni fra Premafin, Fonsai, Milano e Unipol assicurazioni. Nella lista Premafin non ci saranno l'ex amministratore delegato Fausto Marchionni (che, era già noto, sarebbe rimasto solo fino alla scadenza del mandato) e Carlo D'Urso, che ha invocato l'articolo 36 sui doppi incarichi. Per Palladio Sator solo la società di Matteo Arpe presenta una lista di minoranza per la «conquista» del posto riservato in consiglio e della presidenza del collegio sindacale: per il board la lista è aperta dall'ex commissario Consob Salvatore Bragantini (e c'è anche l'economista Franco Debenedetti); per i sindaci c'è Giuseppe Angiolini (curriculum di revisore, sindaco e consigliere in altre società, fra cui Gemina).
Infine nella tarda serata di ieri, Unipol ha pubblicato su richiesta della Consob gli accordi con Premafin e Fonsai firmati il 29 gennaio.
 

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