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FonSai, anche i sindaci tra gli indagati

Dopo la catena di comando – nella quale nessuno sta ammettendo responsabilità e si limita a giocare sulla difensiva – tocca a quella di controllo.
La Procura della Repubblica e la Guardia di finanza di Torino hanno chiuso – con i tre nuovi avvisi di garanzia di ieri – il quadro delle presunte responsabilità penali nei confronti dei vertici che per anni hanno presieduto e gestito Fondiaria-Sai.
Se dagli interrogatori in corso in questi giorni e da quelli che verranno svolti la prossima settimana non usciranno nuove ipotesi di reato nei confronti di altri soggetti, l’estate 2013 dovrebbe chiudersi dunque con 18 indagati, comprese le società Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni.
Ieri, a finire sotto la lente di inquirenti e investigatori, l’operato del collegio sindacale, di cui dovrà essere approfondita l’attività di vigilanza sul bilancio 2010, ritenuto falso in base alle indagini effettuate dai magistrati e dai finanzieri. In particolare, i nuovi indagati sono il presidente e i due membri titolari dell’organismo di controllo interno a FonSai, Benito Giovanni Marino, Marco Spadacini e Antonino D’Ambrosio.
Da notare che sono tre delle quattro persone nei confronti delle quali – alla voce collegio sindacale – il commissario ad acta della compagnia, Matteo Caratozzolo, aveva comunicato agli azionisti il 4 febbraio 2013 la proposta di azione sociale di responsabilità (votata il 14 marzo dalle assemblee di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni). Nella relazione, Caratozzolo, parlava di «necessaria consapevolezza o la negligente disattenzione o inerzia addebitabile ai componenti del collegio sindacale… dal 29 aprile 2003 al 24 aprile 2012».
I sindaci nel mirino
Le Fiamme Gialle, su disposizione del procuratore aggiunto Vittorio Nessi e del sostituto procuratore Marco Gianoglio, hanno notificato gli avvisi di garanzia ai sindaci presso i relativi studi professionali di Milano e Roma. I reati contestati sono, a titolo di concorso, falso in bilancio, manipolazione del mercato e falso in prospetto (fattispecie già ascritte all’intera famiglia Ligresti, al manager Antonio Talarico e agli ex amministratori delegati Emanuele Erbetta, interrogato due giorni fa a Torino e Fausto Marchionni, ascoltato ieri pomeriggio).
L’ipotesi investigativa è che l’inerzia del collegio sindacale abbia favorito l’approvazione di un bilancio falso, con evidenti riflessi sul mercato, con l’occultamento del deficit nella “riserva sinistri” di almeno 600 milioni e, di conseguenza, la piena attendibilità del prospetto informativo, redatto in occasione dell’aumento di capitale da 450 milioni effettuato nel 2011.
Gli interrogatori di ieri
Ieri è stato il giorno dell’interrogatorio di Jonella Ligresti, figlia di Salvatore ed ex Presidente e membro del Comitato esecutivo del cda di Fondiaria-Sai fino al 26 aprile 2012 e vice Presidente del Comitato esecutivo fino al 31 ottobre 2012 e azionista di riferimento di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni attraverso Premafin Finanziaria.
Dopo quattro ore di interrogatorio, accusa e difesa – nonostante l’ostentato spirito collaborativo rappresentato dai legali Lucio Lucia e Marco Benito Salomone – sono rimaste lontane e nel nuovo interrogatorio di giovedì prossimo, il collegio difensivo presenterà altra documentazione. «Jonella Ligresti ha cominciato a chiarire la posizione – ha dichiarato Lucia – e valuteremo se proporre la richiesta di arresti domiciliari». Alla domanda se nel corso dell’interrogatorio si sia parlato anche dei rapporti tra Fonsai e Mediobanca, Lucia ha risposto: «Fosse solo quello il problema» e il suo collega Salomone ha aggiunto: «Ma come si fa a non parlare di banche?». Quindi o ne hanno già parlato o ne parleranno la prossima settimana. Anche se le bocche dei pm sono cucite, quel che trapela è che Jonella Ligresti starebbe delineando una posizione personale, all’epoca, priva di poteri operativi, il che cozza con la certezza di inquirenti e investigatori, secondo i quali aveva deleghe esecutive.
Alle 15 in punto è stato il turno di Fausto Marchionni, ad e dg di FonSai e di Milano Assicurazioni fino al 27 gennaio 2011, con deleghe esecutive fino a quella data, componente del cda di Milano Assicurazioni fino alla data di approvazione del bilancio 2010 e del cda di Fondiaria-Sai fino alla data di approvazione del bilancio 2011.
Al termine dell’interrogatorio, durato quasi cinque ore e secretato come tutti gli altri finora, il suo avvocato Giovanni Lageard del Foro di Torino, ha comunicato che il suo assistito, ai domiciliari e sul quale sembra pesare un fardello molto pesante, ha risposto alle domande con spirito collaborativo. Intanto, vista la complessità degli argomenti, il 2 agosto ci sarà una coda dell’interrogatorio ma quella frase finora ripetuta da tutti, «spirito collaborativo», non viene condivisa da inquirenti e investigatori, per i quali, finora, al massimo, si è assistito a una dialettica e ad un arroccamento su posizioni che, per l’accusa, sono insostenibili. Insomma: finora nessuno ha ammesso colpe.

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