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Fonsai alza il conto dei Ligresti. Chiesti danni per altri 32 milioni

Il gruppo Fonsai promuove nuove azioni di responsabilità e chiede altri 32 milioni di danni ai Ligresti. Lo ha deliberato ieri l’assemblea degli azionisti e al termine dei lavori Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, che controlla la compagnia, ha detto che le assemblee per la fusione si terranno tra fine settembre e inizio di ottobre. Dopo il via libera dell’Ivass, la nuova authority che sorveglia sul settore assicurativo, riprende dunque il cammino verso il maxipolo e il timing «dipende dai tempi tecnici necessari per preparare il documento informativo» sull’operazione.

Le azioni di responsabilità deliberate ieri (anche dalla Milano) si aggiungono a quelle per 245 milioni già approvate in marzo su proposta del commissario ad acta nominato dall’Isvap (oggi appunto Ivass) Matteo Caratozzolo: il «conto» presentato ai Ligresti sale dunque a 280 milioni. Caratozzolo aveva indicato in almeno 130 milioni il danno causato a Fonsai e in 115 milioni alla Milano. Le azioni votate ieri sono relative a «operazioni minori», come vengono definite nelle relazioni predisposte per l’assemblea, il cui esame non rientrava nel mandato a Caratozzolo e sono state proposte nei confronti di Salvatore Ligresti, dei tre figli, dell’ex consigliere delegato Fausto Marchionni e altri amministratori e sindaci. «Tutte queste operazioni minori sono sempre state fatte con parti correlate riconducibili alla famiglia Ligresti e hanno fatto emergere irregolarità da parte di amministratori e sindaci in essere ai tempi in cui sono state fatte», ha sottolineato Cimbri.

Il numero uno del gruppo bolognese ha poi detto, riguardo alle inchieste e agli ordini di arresto nei confronti dei Ligresti, che «le istruttorie sono ancora in corso e qualora la magistratura disponesse il rinvio a giudizio, come società valuteremo tutte le forme di tutela del patrimonio sociale compresa anche la costituzione di parte civile». Cimbri ha anche dichiarato nel corso dell’assemblea che Fonsai ha chiesto «il sequestro dei beni di Salvatore, Jonella e Giulia Ligresti e di Fausto Marchionni e Antonio Talarico», mentre «non si è provveduto a notificare la richiesta di danni e non si è chiesto il sequestro dei beni del terzo figlio di Salvatore Ligresti, Paolo, perché residente in Svizzera». «La decisione del tribunale di Milano» sulla richiesta «è stata fissata il 6 agosto». Anche in questo caso l’iniziativa si aggiunge a quella di Caratozzolo, che nei giorni scorsi ha notificato agli stessi protagonisti della vicenza la notifica di richiesta di sequestro conservativo dei beni per l’intero danno, calcolato appunto in 245 milioni.

Rispetto poi alle «raccomandazioni» che l’Ivass ha destinato a Unipol nell’autorizzare la fusione, fra le quali adeguare la politica dei dividendi al mantenimento di «un congruo margine di solvibilità», Cimbri ha sottolineato che «questa è senz’altro l’intenzione della società».

Infine il top manager, interpellato sulle dismissioni indicate dal provvedimento autorizzativo Antitrust per 1,7 miliardi, ha detto: «Dopo l’estate tireremo le somme», aggiungendo che per gli asset (che fanno capo principalmente alla Milano assicurazioni) ci sono «10-15 manifestazioni di interesse». E rispetto alle voci circolate su Warren Buffet, ha risposto: «Non lo conosco».

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