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Fondo unico per il Banco Popolare

Vi confluiranno i sei fondi pensione esistenti: sarà l’ottavo per dimensione
Dopo gli accordi siglati da Bpm e dai sindacati sul welfare e il fondo di solidarietà (si veda il Sole 24 Ore di sabato 24 settembre), ieri è stata la volta del Banco Popolare che ha raggiunto con i sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl credito, Uilca e Unisin) un’intesa sul welfare aziendale e una per la costituzione del fondo pensione unico. Come spiega Roberto Speziotto, responsabile direzione risorse umane, «si tratta del completamento del percorso fatto dall’istituto in questi anni in cui siamo arrivati ad un unico integrativo partendo da dieci integrativi, tanti quanti le banche dei territori che abbiamo integrato. Avere un unico fondo pensione diventava fondamentale. Tra l’altro si tratta di uno dei maggiori fondi pensione del paese perché si colloca all’ottavo posto». Come è stato fatto capire al momento dell’annuncio della fusione, nella nuova casa che riunirà Bpm e Banco Popolare verrà dato molto spazio al welfare e al people care perché «welfare vuol dire benessere delle nostre persone – continua Speziotto -. Abbiamo così deciso di alimentare il conto welfare con 550 euro in linea con quanto fatto lo scorso anno e in linea con quanto fatto da Bpm, anche in una logica di contenimento dei costi perché welfare significa poter sfruttare gli strumenti fiscali a beneficio dell’azienda e dei lavoratori». Quanto agli esuberi, il piano della fusione tra Bpm e Banco Popolare prevede 1.800 uscite volontarie. Se Bpm la scorsa settimana ha concordato con i sindacati 585 uscite, il Banco Popolare qualche mese fa aveva già concordato 550 uscite. Per il premio aziendale 2016, infine, l’azienda si è impegnata a proseguire il confronto.
Sul fronte sindacale si percepisce molta soddisfazione e il raggiungimento dell’intesa conferma la bontà delle relazioni sindacali nel gruppo. «Si tratta di un accordo che armonizza la materia previdenziale dei lavoratori di tutto il Gruppo Banco Popolare – spiega Piero Marioli della Fabi – e che blinda di fatto il welfare aziendale, salvaguardando i lavoratori del gruppo in vista della prossima fusione. Sicuramente un grande risultato e un accordo tra i migliori che era possibile raggiungere». Fulvio Furlan, segretario nazionale della Uilca, aggiunge che «i risultati ottenuti dimostrano il valore di un’azione sindacale che guarda a tale aggregazione societaria come soluzione di sviluppo e di prospettive occupazionali, senza perdere nel contempo istituti di grande valore, anche sociale, per tutto il personale». Questo, secondo Furlan, dovrebbe essere un buon viatico per i lavoratori «per approvare come soci la fusione, nelle rispettive assemblee societarie, guardando al loro futuro con spirito prospettico e costruttivo».
Nel dettaglio nel Fondo Unico Banco popolare confluiranno i 6 Fondi Pensione attualmente in essere. In caso di assenze per congedo parentale, maternità e puerperio la contribuzione aziendale viene calcolata sulla base imponibile, come se l’iscritto fosse stato in servizio. Inoltre rimane salva la facoltà del singolo di trasferire presso altre forme di previdenza complementare esterne al gruppo la propria posizione: in questo caso però il contributo aziendale sarà determinato nel valore dello 0,125% della retribuzione utile ai fini del Tfr. Eventuali richieste di rientro nel Fondo Unico potranno essere accolte alle stesse condizioni di contribuzione aziendale.
Il piano di welfare aziendale ha previsto il consolidamento delle iniziative già presenti e garantirà coperture assicurative con rinnovo della polizza premorienza anche per il 2017 con incremento del contributo aziendale di 300mila euro, finalizzato al miglioramento delle prestazioni per malattia. L’accordo prevede inoltre il consolidamento di un budget per il conto welfare per il 2016 di 550 euro per la terza area professionale terzo livello. Nell’ambito della conciliazione vita e lavoro sarà confermata la procedura per il part time, mentre per la salute del dipendente sono stati previsti l’ampliamento e la semplificazione dell’Assistenza sanitaria integrativa, rendendone più immediata la fruibilità e ampliando la gamma di servizi disponibili.

Cristina Casadei

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