Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fondo strategico si svolta, quattro aziende in Borsa

Giovedì scorso, 5 novembre, tornava a Milano dalla Corea del Sud Maurizio Tamagnini, amministratore delegato del Fondo strategico italiano. Era stato invitato dal Kic, il fondo sovrano del Paese, per partecipare alla Crosapf, la conferenza annua degli investitori pubblici. È arrivato in Italia nel pieno della tempesta francese su Telecom, che con la Saipem di cui il Fondo rileverà dall’Eni il 12,5% (partecipando all’aumento di capitale, abbattendo il pernicioso debito con l’Eni) ha occupato le cronache per l’intervento possibile o effettivo dello Stato attraverso Cassa depositi e prestiti. Aveva un concetto chiaro in mente: il Fondo strategico (Fsi), che da Cdp è posseduto, ha svolto finora il suo dovere di investitore paziente. Ora raccoglierà i frutti con quattro quotazioni.
Valvitalia, Sia, Kedrion, Ansaldo Energia: queste le società partecipate da Fsi per le quali sono partiti i lavori verso la Borsa. Per tre il debutto è l’anno prossimo: prima Valvitalia e Sia, poi Kedrion. Ansaldo Energia è in cantiere nel 2017. Tutte sono nel progetto Elite di Borsa Italiana.
È un «exit» che in corso Magenta, dove Fsi a sede, si considera naturale dopo che il Fondo ha investito in tre anni 2,49 miliardi in dieci società. Aggiungendo Saipem, nella quale saranno versati nel complesso 901 milioni (463,24 per il 12,5%, più 437,5 pro quota dall’aumento di capitale) si arriva a 3,5 miliardi. La cifra coinciderebbe con il valore complessivo (debiti inclusi) stimato da banche e altre fonti per Valvitalia, Sia e Kedrion. Le tre aziende potrebbero fare incassare al Fondo, quotandone fino al 49%, circa 1,5 miliardi, secondo queste stime attendibili. Almeno due volte l’investimento iniziale per Valvitalia, tre per Sia e Kedrion.
Le valutazioni
È inteso come il successo di una formula d’investimento: lungo periodo, minoranze ma con gestione delle leve di comando, aumenti di capitale e niente leva sul debito. Secondo fonti, del resto, tutti gli otto investimenti industriali nel portafoglio di Fsi — oltre a Valvitalia, Sia, Kedrion e Ansaldo Energia, anche Metroweb, Inalca, Trevi e Rocco Forte — al 30 giugno scorso valevano 1,65 miliardi contro gli 1,3 del valore di carico (+27%). Sette le opportunità ora all’esame per altri investimenti. Settori: alimentare, turismo, meccanica.
Valvitalia, valvole e impianti per l’energia, è attesa in Borsa in fretta, probabilmente entro sei mesi. Sono state già scelte le banche che guideranno l’offerta: Imi, Unicredit, JP Morgan. Il Fondo ha stabilizzato l’azionariato, con l’imprenditore Salvatore Ruggeri che resterà, nei piani, in maggioranza; ha inserito il presidente Umberto Quadrino, ex Edison; e ha aiutato a concludere due acquisizioni, Silvani ed Eusebi, per circa 50 milioni.
Il valore di quotazione della società sarebbe tra i 700 e gli 800 milioni, circa otto volte il margine operativo lordo, tolto il debito. Che cala nonostante le due acquisizioni, mentre ricavi e utili crescono. Il 2014 è stato chiuso con 421 milioni di fatturato, 77 milioni di Ebitda e 96 milioni di debiti netti, contro stime 2015 rispettivamente di oltre 450, 80 e 60 milioni, secondo fonti finanziarie. In Valvitalia, Fsi investì 151 milioni per il 49% che ora ne varrebbe così almeno 340.
L’altra matricola attesa a breve è la Sia, che gestisce i sistemi di pagamento in tutta Europa e la scorsa settimana è stata indicata come prossima a fondersi con Vocalink, sua omologa inglese. Qui tra i vanti del Fondo strategico c’è l’averne rafforzato la governance, inserendo il presidente Giuliano Asperti (ricopriva lo stesso ruolo in F2i sgr) a fianco dell’amministratore delegato Massimo Arrighetti, e contribuito a costituire la divisione per digitalizzare la pubblica amministrazione. Per il 2015 la previsione sarebbe di ricavi ed Ebitda sostanzialmente in linea con il 2014. Non risultano debiti netti, bensì una cassa che alcune fonti stimano in aumento quest’anno di una ventina di milioni, a oltre 90. Per il 49,9% di Sia, Fsi ha speso circa 223 milioni. Ora la quota varrebbe sui 750 milioni, corrispondente a un valore di tutta la società di 1,5 miliardi, dieci volte il margine: multiplo in linea con l’inglese Worldplay, appena quotata, e l’Icbpi di CartaSì, da poco ceduto dalle banche al private equity.
Plasma e turbine
Kedrion è attesa in Borsa nella seconda metà del 2016. Quinto operatore mondiale nei plasma derivati, ha e avrà la famiglia Marcucci come azionista. Con Fsi è stata ricapitalizzata, ha acquisito una divisione di prodotto dalla Johnson & Johnson negli Usa dove ha anche appena avviato un impianto, più un altro in Toscana dove si appresta a rinvigorire la Pharma Valley.
Quando entrò Fsi, Kedrion generava il 70% dei ricavi in Italia e il 30% all’estero, ora è l’inverso. Alcune stime 2015 danno ricavi per oltre 500 milioni (466 nel 2014), un Ebitda vicino ai 120 (da 111) e un debito salito a oltre 300 (da 299), giustificato con gli investimenti. Secondo fonti, Kedrion potrebbe essere valutata 1,3 miliardi, debito incluso. Fsi vi investì 100 milioni per il 25%, quota che ora quindi varrebbe il triplo (325).
Infine, l’Ansaldo Energia che ha preso per socio Shanghai Electric. Erediterà la licenza per la superturbina H da Alstom con il progetto Gaston, dopo l’ok dell’Ue arrivato il 2 novembre: diventerebbe il terzo operatore mondiale dopo Ge e Siemens. Non sarà tutto semplice, per esempio va approntato lo stabilimento in Italia dove costruire una turbina tanto grande; ma quest’anno si prevede una crescita degli occupati da 3.700 a 4.500, e delle remunerative attività di service dal 50% al 65% dei ricavi. Considerate le recenti operazioni, il fatturato dovrebbe salire da circa 1,1 miliardi nel 2015 a due nel 2018, quasi raddoppiando, come l’Ebitda.
Bene anche i conti di Rocco Forte e di Metroweb, dove Fsi ha firmato la scorsa settimana il rinnovo, sino a fine dicembre, della lettera d’intenti con F2i, Vodafone e Wind su Metroweb Sviluppo. L’obiettivo è proseguire con il piano banda larga, in attesa di sapere cosa vorrà fare Cdp con Telecom. Dove ora pare difficile, però, che Metroweb sia conferita.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa