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Fondo Pmi, vincoli anche sul 90%. Per miniprestiti la tagliola ricavi

L’ultima versione del «Decreto liquidità» restringe ancora le regole sulle garanzie del Fondo centrale Pmi. Per rispettare i vincoli del Temporary Framework europeo sugli aiuti di Stato, si specifica ora che anche nel caso di garanzie al 90% ci saranno dei tetti: l’importo dei prestiti non potrà superare, alternativamente: il 25% del fatturato 2019 del beneficiario; il doppio della spesa salariale annua del 2019 o dell’ultimo anno disponibile (o i costi stimati per i primi due anni di attività se l’azienda è nata dopo il 1° gennaio 2019); il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di Pmi, e nei successivi 12 mesi se invece si parla di “small mid cap” fino a 499 dipendenti (servirà un’autocertificazione). Confermati poi – si veda Il Sole 24 Ore di ieri – i tetti relativi alle operazioni garantibili al 100% o al 90% statale più il 10% dei consorzi fidi. Quanto ai miniprestiti fino a 25mila euro garantiti al 100% bisogna tenere presente che il valore del prestito non potrà comunque superare il 25% dei ricavi. In pratica 25mila euro si ottengono solo se si ha un fatturato di almeno 100mila euro, sotto questa soglia l’aiuto cala. Comunque, anche nel caso dei prestiti fino a 25mila euro, che non prevedono valutazione da parte del Fondo di garanzia, resta comunque la facoltà della banca di erogare o meno il finanziamento. Nei giorni scorsi i tecnici del governo avevano valutato anche una norma – poi non inserita nel decreto – per le tutele legali per le banche nel caso in cui lo Stato, chiamato a versare le garanzie, dovesse in futuro attribuire loro ipotesi di incauto affidamento.

Il testo pubblicato sulla Gazzetta conferma la possibilità di attestazione ex post della documentazione antimafia. Confermata anche la durata massima del finanziamento a 6 anni, anche se le autorità italiane intendono chiedere alla Ue di correggere il Temporary Framework e arrivare a 10 anni. Tra le novità, la leggera limatura al ribasso (dallo 0,5 allo 0,2) dello spread da applicare al Rendistato per la determinazione del tasso di interesse massimo dei prestiti sotto i 25mila euro. Infine, emerge ancora il problema delle risorse. Lo stanziamento aggiuntivo del Fondo di garanzia per il 2020 è stato portato a 1,73 miliardi rispetto agli 1,5 miliardi dell’ultima bozza. Ma per raggiungere i 7 miliardi di obiettivo annunciati dal governo, e calcolando residui e risorse già in pancia al Fondo (2,5 miliardi), mancano ancora all’appello quasi 3 miliardi. Il nuovo stanziamento di 1,73 miliardi, stimando l’effetto leva del Fondo in 1 a 12-14, produrrebbe al massimo finanziamenti per 24 miliardi.

A giorni il governo si attende l’autorizzazione Ue sulle nuove misure. Un via libera che serve anche per il nuovo meccanismo di coassicurazione Sace-Mef per i rischi non di mercato sulle grandi operazioni di export, previsto dall’articolo 2 del decreto. La norma non sarà immediatamente operativa e saranno necessari una serie di passaggi per l’entrata a regime prevista dal 1° gennaio 2021. Sarà un decreto interministeriale, messo a punto dal Tesoro di concerto con gli Affari Esteri e lo Sviluppo Economico, a definire le condizioni di rilascio delle garanzie di Sace e quelle di operatività della garanzia dello Stato. E un altro decreto, sempre a firma del Mef, servirà per costituire il perno su cui poggia il nuovo sistema, vale a dire il comitato pubblico per il sostegno finanziario dell’export a 8 membri, copresieduto dai direttori generali di Tesoro e Farnesina e chiamato a deliberare il piano annuale di attività e il sistema dei limiti di rischio che definiscono il perimetro dell’operatività di Sace su questo fronte.

Il nuovo regime, quindi, partirà compiutamente l’anno prossimo e sarà disciplinato da una nuova convenzione decennale tra Sace e Mef, che dovrà essere approvata con delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), su proposta del Tesoro e di concerto con la Farnesina, e che, tra l’altro, dovrà definire anche le modalità del fondo Mef, gestito da Sace e alimentato con i premi riscossi dalla società, a copertura delle perdite attese.

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