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Il fondo perduto parte col botto

Boom di istanze per i contributi a fondo perduto. Non era un click day ma alla fine lo è stato per l’ansia di prenotare il contributo e aggredire, riservandosi, il plafond da oltre 5 mld di euro. L’Agenzia delle entrate è pronta a ricevere, ieri, primo giorno di avvio della procedura di invio delle domande (c’è tempo fino al 13 agosto), su un doppio canale, Entratel e Fisconline, circa 2,5 mln di istanze. Non ci sono stati blocchi o affaticamenti tecnologici, tanto da essersi presi i complimenti sui social network dei professionisti dall’invio facile.

Un problema informatico sull’inserimento dei dati nella sezione delle società è stato risolto a stretto giro e l’inoltro delle pratiche è andato avanti, senza particolari problemi. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, intervenendo alla trasmissione Porta a Porta, aveva garantito una capacità informatica di invio di 500 istanze per professionista. Dall’Entrate non nascondono la soddisfazione di un avvio come per la fatturazione elettronica, atteso e consolidato.

Conferme arrivano anche da Assosoftware, Roberto Bellini, direttore generale, evidenzia che «per i dati è presto per avere un monitoraggio, il flusso si consoliderà nei prossimi giorni. In collaborazione con l’Agenzia delle entrate stiamo rilasciando la procedura software per cui si può procedere la recupero dei dati in maniera automatica dai gestionali per la compilazione pressoché automatica dell’istanza. Un’attività molto intensa che ha portato in meno di un mese all’approvazione di provvedimento, istanza, e software. Un lavoro di squadra tra l’Agenzia e i produttori di software».

Il ruolo che gioca questa volta l’Agenzia delle entrate è quello di Agenzia delle uscite. I vertici dell’amministrazione finanziaria, partendo dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri e finendo al direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Ruffini sono stati concordi nell’assumere l’impegno di far arrivare i soldi sul conto dei richiedenti entro 10 giorni. Sette per la verifica della formalità dell’istanza e due o tre per il disbrigo di ulteriori verifiche.

La fase dei controlli però ci sarà dopo e non è da sottovalutare. L’Agenzia procederà infatti a una serie ci verifiche incrociate per la debenza dell’accredito. In caso contrario procederà al recupero di quanto fornito e sono previste sanzioni. Sulla base dei dati presenti nell’istanza, subito dopo l’invio, nei sette giorni indicati come di analisi, e prima di erogare il contributo, l’Agenzia delle entrate effettua alcuni controlli per valutare l’esattezza e la coerenza dei dati con le informazioni presenti in anagrafe tributaria. I controlli possono comportare lo scarto dell’Istanza. Una volta accreditati i soldi l’Agenzia procede a una fase due più approfondite anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica Iva nonché ai dati delle dichiarazioni Iva. Inoltre, sono effettuati specifici controlli per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali: tali controlli sono disciplinati con apposito protocollo d’intesa sottoscritto tra il ministero dell’interno, il ministero dell’economia e delle finanze e l’Agenzia delle entrate.

Un’altra novità della procedura è che se si commettono errori o inesattezze non si procede a correggere la pratica (probabilmente per evitare di tenere in stand by l’istanza, bloccando i soldi) ma si procede a un invio di nuova istanza che sostituisce la precedente. Anche in questo caso occorre far presto, perché la rinuncia può avvenire solo fintanto che non si riceve la seconda comunicazione dell’agenzia che dice che la pratica e chiusa e i soldi sulla strada dell’Iban.

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