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Fondo perduto, effetti a catena

Per i peccatori del primo contributo a fondo perduto niente sostegno bis automatico. Come previsto all’articolo 1 della bozza del decreto Sostegni bis infatti, il nuovo contributo a fondo perduto sarà infatti erogato automaticamente e direttamente dall’agenzia delle entrate, a condizione però che i destinatari non abbiano già restituito il precedente ristoro o che lo stesso non risulti indebitamente percepito. Stesso discorso ovviamente vale anche per l’erogazione tramite concessione del credito d’imposta, la modalità alternativa a quella cash di ottenimento del sostegno. In questo caso però ad essere bloccato non sarà l’accredito sul conto corrente dell’ammontare ma la «certificazione» del credito d’imposta utilizzabile. Va ricordato che il nuovo contributo a fondo perduto, seguendo la modalità di erogazione già attuata con i decreti ristori (confluiti nel dl 137/2020), prevede un meccanismo automatico di distribuzione del bonus tramite concessione automatica ai destinatari di un importo pari al 100% del contributo ottenuto grazie al decreto sostegni 1, il dl 41/2021. Tale modalità risulta estremamente efficiente evitando ai beneficiari di presentare un’ulteriore istanza. Dal punto di vista pratico però, in relazione al blocco dell’automatismo per i peccatori del primo ristoro, ovvero coloro che hanno indebitamente percepito il contributo, ci sono da fare alcune considerazioni. Appare assolutamente logico e lineare infatti che in caso di indebite percezioni del contributo da dl 41/2021, per mancanza dei requisiti soggettivi o oggettivi dei richiedenti, non vi sia l’automatismo nell’erogazione del secondo ristoro. Meno chiara appare però la casistica indicata sia nella norma sia nella relazione illustrativa allega alla bozza del decreto sostegni bis e relativa alla «restituzione» del contributo, soprattutto se parziale. Come noto infatti in caso di contributo in tutto o in parte non spettante il soggetto beneficiario può regolarizzare l’indebita percezione restituendo spontaneamente l’ammontare e i relativi interessi, con le modalità cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, versando le relative sanzioni mediante applicazione delle riduzioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 17 dicembre 1997, n. 472 (il ravvedimento operoso). Visto che la norma parla espressamente di «restituzione», con tutta probabilità fa riferimento proprio all’auto-regolarizzazione del contribuente tramite ravvedimento operoso. Se risulta facilmente attuabile il blocco dell’automatismo del secondo sostegno in caso di restituzione integrale del primo ristoro indebitamente incamerato, bisognerà capire come (e se) l’agenzia delle entrate gestirà invece le restituzioni parziali. Le vie sono due: o l’Agenzia delle entrate avrà la capacità di incrociare i «ravvedimenti operosi» con le istanze presentate per il contributo a fondo perduto da dl 41/2021, erogando poi ai destinatari la differenza, o vi sarà il blocco totale dell’automatismo anche in caso di spettanza parziale. In questo caso la procedura che dovranno attuare gli interessati è tutta da definire. Con tutta probabilità bisognerà presentare una nuova istanza di ottenimento del contributo a fondo perduto indicando i dati corretti ed attendere la verifica da parte dell’Agenzia delle entrate e successivamente l’erogazione del sostegno. In alternativa si potrà segnalare la casistica all’agenzia delle entrate presentando istanza di autotutela con le modalità previste ed indicate nella risoluzione 65/2020, pubblicata sempre dell’agenzia in occasione della prima versione del fondo perduto, quello disciplinato all’articolo 25 del dl 34/2020 (il decreto Rilancio).

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